Juventus, Chiellini-Bonucci di nuovo muro bianconero

Giorgio leader con la (meritata) fascia al braccio, Leo ha dovuto riconquistare i tifosi: Allegri più tranquillo con loro in campo

di STEFANO RONCHI

Il 2 agosto 2018 si era ufficialmente riformato il muro bianconero: dopo un anno da separati, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci sono tornati a comporre la coppia centrale difensiva della Juventus. Una garanzia per Szczesny e Perin, un po' meno per parte della tifoseria che accanto al capitano non voleva vedere chi aveva lasciato per scegliere il Milan. Ma l'alchimia tra i due è (ri)sbocciata così velocemente che neanche l'addio di Buffon o la partenza di Benatia ha fatto dubitare Allegri: la BBC è diventa BC (visto che pure Barzagli si è visto poco) ma il rendimento non è cambiato di una virgola.

Juventus, Bonucci-Chiellini è il muro ritrovato

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L'investitura doppia - sia nel club che in Nazionale - non ha spaventato Chiellini che, pur senza fascia, era già uno dei leader della squadra (assieme a Barzagli l'unico ad aver vinto gli otto scudetti di fila dopo gli addii di Buffon, Marchisio e Lichtsteiner). Ma la nuova responsabilità ha fatto salire di ulteriore livello il Chiello che a 34 anni compiuti è un po' come il vino, invecchiando migliora e non sente neanche l'usura: due problemini fisici in stagione che tra l'altro lo hanno costretto a saltare solo tre partite. Qualche panchina qua e là nel nome di una gestione ormai consolidata con Allegri (raramente Chiellini gioca tre partite in sette giorni) ma si può tranquillamente affermare che questa sia la sua miglior stagione, in scia ad un'annata 2018 vicina alla perfezione.

Tutta un'altra storia quella di Bonucci, con la tifoseria spaccata: chi è rimasto indifferente al suo ritorno, chi lo ha fischiato senza sosta, chi invece lo ha visto come rinforzo sicuro in una squadra che vuole sempre lottare su tutti i fronti. Ce ne ha messo di tempo, Leo, a tornare quello di un tempo - contiamo sei errori da matita rossa (sui gol di Stepinski, Gervinho, Babacar, Mertens, Bessa e Pandev) - ma la fiducia incondizionata di Allegri e la perfetta integrazione con Chiellini lo hanno pian piano riportato sui livelli del 2017. Con il consueto apporto anche in fase offensiva - 3 gol - e parole da leader (a volte anche troppo, vedi il caso Kean). 

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