VERSO ITALIA-AUSTRIA

Nazionale, Mancini verso l'Austria: "Giocare a Wembley deve essere un piacere"

Il ct: "Ho la fortuna di avere calciatori che mi mettono in difficoltà". Bonucci: "Rispettiamo l'Austria, ma faremo il nostro gioco"

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L'esaltante fase a gironi di Euro 2020 è alle spalle, ora per l'Italia c'è l'ostacolo Austria a Wembley per gli ottavi di finale. Il ct Mancini si gode il momento: "Ho giocatori che hanno dimostrato di stare bene e deve essere una fortuna il fatto che mi mettano in difficoltà". Nel tempio di Londra sarà una partita particolare: "Giocare a Wembley dev'essere un piacere, un calciatore sogna serate così. Sono tranquillo, faremo una grande gara".

MANCINI IN CONFERENZA

"Essere il ct della Nazionale mi ha dato grande piacere e vorrei continuare a farlo. Ringrazio i giocatori che sono stati bravi e mi hanno fatto divertire". Contro l'Austria i ballottaggi sono sempre gli stessi, ma il ct Mancini è sereno: "Siamo tutti tranquilli perché contiamo su giocatori bravi e chiunque scenderà in campo continuerà a fare quel che ha fatto fino oggi. Aspettiamo l'ultimo per risolvere i dubbi, ma direi che ci siamo. Giocare a Wembley deve essere un piacere, è uno stadio bellissimo e un'occasione per molti giocatori".

La sfida si giocherà in Inghilterra e negli ultimi giorni ci sono stati dei problemi per quanto riguarda i contagi di Covid: "Abbiamo la doppia dose e siamo tranquilli - ha commentato il ct Mancini -. Giocare a Wembley deve essere un obiettivo per un calciatore, chi fa questo mestiere punta a questi stadi. Sono sicuro che i ragazzi giocheranno bene".

I dubbi di formazione sono pochi, ma la rosa ha dimostrato qualità: "Mi hanno messo tutti in difficoltà in queste gare. Questo per me è un piacere, poter contare su giocatori in ottima condizione e mentalmente tranquilli. Quando fai delle scelte, undici scelte, gli altri saranno lì pronti a entrare e a cambiare la partita. Per noi deve essere una fortuna".

Sulla sfida all'Austria Mancini è sicuro, l'avversario è temibile e da rispettare: "Servirà una grande partita perché hanno qualità, sono aggressivi. Dovremo essere perfetti, ma è la bellezza di questi tornei perché devi vincere sempre e non sbagliare mai. Faremo la nostra gara, non possiamo fare altro. Il fatto di inginocchiarsi, io sono qui per la partita, la cosa più importante è che ci sia libertà, sempre".

Un pensiero anche agli assenti a partire da Moise Kean: "Ci è dispiaciuto non portare lui, Politano, Mancini e altri. Moise sa che potrà essere un grande giocatore per la Nazionale il futuro, dipenderà da lui come da altri. Ha qualità enormi che potrà migliorare: gli voglio bene, so che ha qualità e per noi è stato un dispiacere lasciare fuori lui e altri".

BONUCCI: "PRONTI A DIVENTARE BRUTTI E CATTIVI"

"E' una vigilia come le altre, sappiamo che è una gara importante e contro una squadra difficile da affrontare. C'è un bel clima. Inginocchiarsi? Quando torniamo in hotel decidiamo tutti insieme, avremmo dovuto farlo anche prima di Italia-Galles".

L'avversario è l'Austria che battendo l'Ucraina si è assicurata il secondo posto: "Rispettiamo la formazione di Foda, hanno capacità e freschezza per fare una grande partita. Noi però siamo pronti per fare il nostro calcio - ha continuato Bonucci in conferenza stampa -. Non ci sentiamo superiori a nessuno, ma la strada intrapresa da Mancini si dimostra giusta. Noi vogliamo continuare così e il gruppo è l'elemento fondamentale. Contro l'Austria servirà grande attenzione, rispettiamoli ma facendo il nostro gioco. Sono superiori alle altre tre: hanno un modo di giocare tedesco, riaggressione della palla persa, ritmi alti, pressione in avanti. Sono un gradino sopra le altre squadre che abbiamo affrontato".

La Nazionale ha fatto vedere bel gioco e risultati, ma potrebbe anche servire una versione più brutta e cattiva: "Ci sono partite in cui servirà anche essere più sporchi, lo abbiamo fatto quando c'era da difendere il risultato, abbassandoci come reparti e dove abbiamo fatto guerra davanti all'area. Serve leggere i momenti del match".

Bonucci poi ha parlato anche del gesto dell'inginocchiarsi, tanto discusso nell'ultimo periodo, ma anche del suo status di giocatore che divide: "Se verrà fatta la richiesta, ne parleremo, se ci sarà la voglia e l'idea di fare un gesto contro il razzismo. Per quanto mi riguarda, sul piano personale, voglio che gli italiani tifino Italia per questo mese, il resto mi ha sempre tenuto vivo in carriera".

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