Rugby, morto Jonah Lomu

Aveva 40 anni. Nel 2002 fu costretto ad un trapianto di reni per una malattia degenerativa

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Il rugby piange la sua stella più luminosa. E' morto all'età di 40 anni il neozelandese Jonah Lomu, leggenda degli All Blacks. Ne dà notizia la Federazione di rugby della Nuova Zelanda. "Jonah era una leggenda del nostro gioco, amato dai suoi tanti fan sia qui che in tutto il mondo - afferma il ceo della federazione Steve Tew -. Non abbiamo parole, i nostri pensieri e sentimenti vanno alla sua famiglia".

Uno dei più grandi rugbisti di tutti i tempi, di sicuro il più famoso, Lomu era rientrato ad Auckland, in Nuova Zelanda, martedì. Durante l'ultima Coppa del Mondo di rugby era stato in Gran Bretagna, lavorando con gli sponsor della manifestazione. Lomu, fisico possente e capace di incredibili folate che lo hanno reso leggendario, era malato sin dal 2002: aveva una malattia degenerativa ai reni, che lo costrinse ad un trapianto nel 2004 e al trattamento di dialisi per 10 anni.

Le cause della morte, però, non sono ancora state chiarite. John Mayew, ex dottore degli All Blacks, ha spiegato: "La famiglia è chiaramente devastata. Hanno chiesto privacy in queste ore successive alla morte, che è arrivata in maniera totalmente inaspettata".

Lomu era nato ad Auckland ma aveva trascorso i primi anni di vita a Tonga. Il "gigante buono" nel corso degli anni è diventato un modello non solo per gli sportivi, ma per tutti: la sua storia - una vita strappata alla violenza della strada - è stata d'esempio e di ispirazione per molti. Dal 2011 era ambasciatore Unicef per la Nuova Zelanda.

Lomu ha disputato 63 test con la Nuova Zelanda, debuttando nel 1994 a soli 19 anni e 45 giorni, diventando il più giovane All Blacks di sempre. Ha realizzato 37 mete, alcune delle quali storiche, come quella nella coppa del mondo del 1995 contro l'Inghilterra. In quell'edizione, con gli All Blacks, ha perso la storica finale contro il Sudafrica.

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