Kean-Balotelli-Quagliarella, i tre uomini del Mancio: "Se Mario vuole ha doti incredibili"

Tre attaccanti, tre generazioni calcistiche per l'Italia: il ct parla così dei "suoi" bomber

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Il ragazzino, l'ex enfant prodige, il senatore: tre attaccanti per l'Italia di oggi e di domani. Tre bomber per la Nazionale che guidata da Roberto Mancini punta dritto agli Europei per tornare protagonista, se non da subito vincente. Il ct, dalla sua scuola di Jesi, parla allora di Kean, Balotelli e Quagliarella. Partendo, manco a dirlo, da SuperMario: "L'ho fatto giocare quando aveva 17 anni, è un giocatore come tutti gli altri. Ha delle qualità incredibili, l'ha dimostrato quando era ragazzo. Dipenderà da lui, se continuerà a far bene tornerà in Nazionale. E' ancora abbastanza giovane, e' nel pieno della condizione fisica e della maturità. Poi è chiaro ci saranno delle scelte da fare, la speranza è che tutti i giocatori possano migliorare".

Poi c'è il senatore, l'attaccante più prolifico della Serie A nonostante una carta d'identità un poco più datata rispetto a Balotelli, vale a dire Fabio Quagliarella: "In questo momento è il capocannoniere e sta facendo benissimo ed è in nazionale perché se lo merita al di là dell'età".

E infine, con un vero e proprio testa coda anagrafico, ecco Moise Kean: "E' giovane, viene dal settore giovanile e ha fatto un percorso di crescita. Quando sei giovane vorresti giocarle tutte e spaccare il mondo, se avrà la testa sulle spalle diventerà un grande attaccante. Allegri lo conosce meglio di me, lo allena da parecchio tempo, gli sta facendo fare un percorso giusto, tutte le volte che lo mette in squadra sta facendo bene: l'unico consiglio che posso dargli è quello di tenere i piedi per terra. Ha solo 19 anni e può migliorare tantissimo, ma si migliora attraverso la fatica, il sudore e il rispetto delle regole".

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