Esatti sulla neve: l'arte di Tommaso Panichi per la Scuola Sci La Thuile
Il progetto artistico-sportivo inaugura un percorso triennale realizzato con TRE9
di Stefano Gatti© Scuola Sci La Thuile
Milano ospita la presentazione di "Esatti sulla neve", il progetto che porta due opere di Tommaso Panichi sulle giaccheTRE9 2026-2027 destinate a duecento bambini e ragazzi del corso annuale della Scuola Sci La Thuile. Le pennellate e i colori lasciano la superficie del quadro e si trasferiscono, accendendolo, in un oggetto d'uso che si muove sulle piste insieme a chi lo indossa. La conferenza è in programma mercoledì 4 novembre alle ore 11.00 alla Fabbrica del Vapore (Spazio Fosforo/Museo Farfalla) in via Giulio Cesare Procaccini, 4 a Milano (MM5 Monumentale/Cenisio/Gerusalemme).
© Esatti sulla neve Ufficio Stampa
Il progetto nasce dall'incontro con un'opera di Panichi. Nei suoi segni, nei colori e nell'energia del gesto, i promotori hanno riconosciuto un linguaggio capace di dialogare con la neve e con il movimento. Da questa intuizione prende forma una giacca concepita come opera indossabile e come segno condiviso di appartenenza. Il titolo riprende una frase dell'artista: "Quando dipingo mi sento esatto". La parola "esatto" indica la sensazione di stare bene esattamente così come sei. Nel progetto diventa un invito a riconoscere la pluralità delle percezioni senza trasformare la differenza in distanza. Panichi è un artista autistico. La neurodivergenza attraversa il racconto con misura, senza sostituirsi al lavoro. Il centro resta la pittura: una ricerca costruita attraverso colore, segno e intensità. La giacca rende visibile questo linguaggio nello spazio pubblico della montagna.
Per la Scuola Sci La Thuile, il capo non svolge soltanto una funzione identificativa. Diventa uno strumento educativo che parla ai bambini di rispetto, ascolto e libertà espressiva. Indossando la stessa opera, ciascuno partecipa a un'immagine collettiva senza perdere la propria individualità. La stagione 2026-2027 apre un percorso di tre anni. Ogni anno uno o più quadri diversi saranno tradotti sulla giacca, creando una sequenza di opere in movimento e un rapporto continuativo tra artista, bambini, famiglie, maestri e sostenitori del progetto. La presentazione milanese riunisce arte, design, sport e comunità attorno a un oggetto concreto. "Esatti sulla neve" mostra come un capo tecnico possa diventare anche un supporto culturale e come la montagna possa accogliere linguaggi nati nello studio di un artista.
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IL RACCONTO
Origine del progetto
Ci sono progetti che non nascono da una riunione, da un tavolo tecnico o da una strategia. Nascono da un’immagine. Da un quadro. Da un istante in cui senti che qualcosa può diventare altro.“Esatti sulla neve” nasce così.Guardando un’opera di Tommaso Panichi, abbiamo sentito che quei segni, quei colori, quell’energia potevano vivere sulla neve. Potevano muoversi insieme ai bambini del TRE9. Potevano trasformare una giacca in un’opera d’arte indossabile. L'idea prende forma davanti a un quadro di Tommaso Panichi. Le pennellate e cromie dell'opera suggeriscono subito un passaggio possibile: dalla tela alla neve, dalla contemplazione al movimento. La giacca TRE9 diventa così la superficie sulla quale il lavoro può continuare a vivere, cambiando scala, funzione e contesto. Il trasferimento dell'opera non riduce la pittura a decorazione. La composizione avvolge il capo e accompagna il corpo: fronte, retro e maniche costruiscono una visione che cambia mentre il ragazzo scia. Il quadro non resta fermo: attraversa lo spazio della montagna.
Il significato del titolo
"Quando dipingo mi sento esatto" è la frase dalla quale nasce il nome del progetto. Per Panichi, dipingere è una condizione di presenza e precisione interiore. Nel titolo, questa esperienza personale si apre a una dimensione collettiva: sentirsi esatti significa poter abitare il proprio modo di essere senza doverlo correggere per somigliare agli altri.
© Esatti sulla neve Ufficio Stampa
La giacca come opera in movimento
La giacca 2026-2027 unisce la funzione del capo da sci a una presenza visiva riconoscibile. Per i bambini è una divisa comune, per il progetto è anche una superficie artistica che rende ogni discesa parte di un'immagine più grande. Il gruppo diventa una composizione mobile e la pista una scena in cui il colore si modifica con i gesti, la luce e la neve.
"Ogni bambino ha un modo unico di vedere il mondo e questo modo merita spazio, rispetto e ascolto"
Una comunità che cresce
Il progetto coinvolge bambini, famiglie, maestri e realtà che scelgono di sostenerlo. La durata triennale permette di costruire continuità: non una singola presentazione, ma un processo nel quale ogni nuova giacca aggiunge un capitolo e mantiene vivo il rapporto tra arte e comunità.
© Archivio fotografico Tommaso Panichi
L'ARTISTA - Tommaso Panichi
Tommaso Panichi, nato a Milano nel 1997, vive e lavora in Versilia. Si è formato al Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta e all'Accademia di Belle Arti di Carrara, dove ha studiato Pittura. La sua ricerca nasce da un rapporto diretto con il colore e con il gesto, sviluppato attraverso superfici dense, segni sovrapposti e ritmi visivi immediati. Nelle sue opere il processo resta visibile. Tracce, colature e sovrapposizioni illustrano una storia o un’emozione, ma registrano anche un'azione e una forma personale di attenzione. La pittura è per lui uno spazio nel quale il mondo acquista ordine senza perdere dinamismo.
© Scuola Sci La Thuile
LA SCUOLA - Scuola Sci La Thuile
La Scuola Sci La Thuile è da oltre sessant'anni un punto di riferimento per l'insegnamento degli sport invernali in Valle d'Aosta. Con una squadra di circa settanta maestri e istruttori qualificati (iscritti all'Albo Regionale) offre competenza, esperienza e professionalità ai più alti livelli. La sua identità si fonda sull'unione tra tradizione alpina e innovazione, con una particolare attenzione ai bambini, alle famiglie e ai valori educativi. Oltre all'insegnamento della tecnica sciistica, la missione della Scuola Sci La Thuile è trasmettere l'amore per la montagna, il rispetto per l'ambiente e il piacere di vivere esperienze autentiche nella natura. Grazie a maestri, allenatori federali, istruttori specializzati e guide alpine, ogni lezione diventa un'occasione di crescita, scoperta, divertimento e condivisione, trasformando l'apprendimento dello sci in un'esperienza unica e indimenticabile.
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I NOSTRI SOSTENITORI
Beko/Torino Outlet Village /Banco BPM/Marlanvil/i-dive/NOVI/SCOTT/Natural BOOM/La Thuile Valle d'Aosta/Espace San Bernardo/Valle d'Aosta-Vallée d'Aoste
© Archivio fotografico Tommaso Panichi
TOMMASO PANICHI - approfondimento
L’artista
Tommaso Panichi è un artista italiano nato a Milano nel 1997 e cresciuto in Versilia. Il contatto con la natura, i paesaggi aperti, la luce hanno influenzato la sua immaginazione e il suo linguaggio visivo. Fin da bambino ha mostrato una sensibilità molto intensa verso la bellezza, l’arte, i luoghi e le emozioni. La sua formazione è iniziata al Liceo Artistico Stagio Stagi di Pietrasanta e continua oggi all’Accademia di Belle Arti di Carrara, mentre lavora nel suo atelier a Marina di Pietrasanta. Tommaso è autistico, e questa condizione non rappresenta un limite nella sua arte, ma una chiave di accesso a uno sguardo diverso sul mondo. La pittura per lui è uno strumento di espressione profonda, quasi una lingua necessaria. Nella sua dichiarazione d’artista scrive: “Quando dipingo mi sento esatto”. Questa frase racconta moltissimo del suo lavoro: dipingere significa trovare ordine, identità e verità personale. Attraverso colori, segni, lettere, paesaggi immaginari e simboli ripetuti, Tommaso costruisce un linguaggio autentico capace di trasformare emozioni difficili da spiegare in immaginic he parlano direttamente allo spettatore.
Le sue opere nascono dalle esperienze quotidiane e dai luoghi che ama: I boschi, le spiagge dellaV ersilia, le montagne, gli amici, i musei, le piste da sci. Non dipinge semplicemente ciò che vede, ma ciò che sente. Attraverso la pittura, Tommaso trova ordine, identità e un'espressione autentica di sé. Le sue opere sono un dialogo con i luoghi, le emozioni e i ricordi, trasformati in colori, segni e paesaggi o come Tommaso stesso dice sono “fiabe”. Lo stile di Tommaso si distingue per un uso di colori vivaci, segni ripetuti e una scrittura quasi visionaria. Questi elementi formano un linguaggio personale, un modo per tradurre in immagini ciòche le parole non possono esprimere.
Il lavoro pittorico
Panichi usa colori acrilici e ad olio, acquarelli, pastelli, matite colorate e pennarelli. Lavora su carta e su tela, spesso con urgenza: afferra pennelli o spatole morbide, a volte usa il beccuccio di una boccetta come un gigantesco pennino. Scrive lettere un po’ arcane e altri segni che ripete ritmicamente, costruendo un universo visivo inconfondibile. I titoli delle sue opere - che lui preferisce chiamare “didascalie” - sono le uniche parole che lo raccontano davvero: denotano, connotano o annotano i suoi dipinti e a volte risultano un po’ surreali, contribuendo a quella sensazione di muoversi su un confine tra mondi. Tommaso crea logiche illogiche, dipinge paesaggi, emozioni e racconti, cerca assonanze, ricompone sensazioni e pensieri in un linguaggio autentico che si rivela di fronte allo spettatore. La sua pittura mostra che la neurodivergenza non è una mancanza, ma una forma diversa di percezione e interpretazione del reale.
Il testimone
Il lavoro di Tommaso è importante prima di tutto per lui stesso, perché l’arte rappresenta uno spazio di autonomia, identità e possibilità concreta di vita professionale. Dopo il liceo è stato sostenuto dal progetto “In Aut - indipendenza e autonomia”, pensato per aiutare le persone con disabilità a costruire percorsi di crescita personale e lavorativa. Oggi il fatto che abbia un atelier, esponga in mostre personali e studi all’Accademia dimostra che il talento artistico può diventare una reale prospettiva di vita indipendente. Il suo lavoro però è importante anche per il mondo dell’arte contemporanea. Le sue opere portano uno sguardo che esce dai confini della cosiddetta “normalità”. La sua arte testimonia della possibilità di superare le categorie rigide che erigono steccati e di creare una cultura della convivenza dei diversi modi di essere e di esprimersi. L’arte di Tommaso non chiede compassione né etichette: chiede di essere guardata per la sua capacità di emozionare, disturbare, raccontare e creare connessioni. La sua pittura mostra che la neurodivergenza non è una mancanza, ma una forma diversa di percezione e interpretazione del reale.
Per molti ragazzi neurodivergenti e per le loro famiglie, Tommaso rappresenta un esempio concreto e potente. Vedere un giovane artista autistico costruire un percorso professionale, esporre le proprie opere e ottenere la sua arte - che è la sua vera voce - venga riconosciuta significa immaginare nuove possibilità. Il suo percorso aiuta a combattere stereotipi ancora molto presenti: l’idea che una persona autistica debba essere definita solo dalle sue difficoltà, oppure che non possa trovare una piena espressione nel lavoro, nella creatività e nella vita sociale. Le sue mostre hanno anche un valore culturale e umano: aiutano chi osserva a entrare, anche solo per un momento, in una percezione diversa del mondo. In uno dei testi dedicati alla sua arte si legge che i neurodivergenti spesso “si sentono stranieri sempre, anche a casa”. La pittura di Panichi crea un ponte tra questi mondi. Guardando i suoi quadri, il pubblico può intuire emozioni, sensibilità e modi di guardare e sentire che normalmente restano invisibili. L’opera di Tommaso è interessante per tutti: non riguarda soltanto l’autismo o laneurodivergenza, ma parla della fragilità, della ricerca di identità, del bisogno umano di comunicare e di essere compresi. La sua arte ci ricorda che esistono molti modi di vedere il mondo e che spesso proprio gli sguardi più fuori dagli schemi riescono a mostrarci qualcosa di nuovo su noi stessi.
Tommaso Panichi e TRE9-La Thuile
Il progetto con TRE9a La Thuile acquista un significato speciale perché unisce arte, montagna, sporte innovazione sociale. In questo contesto, le opere di Tommaso stampate sulle giacche non sono semplicemente decorazioni grafiche: diventano un linguaggio da indossare. La montagna e lo sci rappresentano velocità, istinto, concentrazione, silenzio e ricerca di armonia con l’ambiente, elementi che esistono anche nella sua pittura. I suoi segni, i suoi colori e le sue scritture quasi visionarie sembrano muoversi come tracce sulla neve, trasformando il capo tecnico in un oggetto narrativo ed emozionale.