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Formula E, Vergne: "Lasciare la F1 è stata la miglior cosa che mi sia capitata"

Il francese racconta il suo cambiamento dopo essere stato "scaricato" dalla Red Bull e aver incotrato il mondo degli eSport

Formula E, Vergne: "Lasciare la F1 è stata la miglior cosa che mi sia capitata"

Jean-Eric Vergne ha disputato 58 GP di Formula 1 con la Toro Rosso, ma la sua carriera ha fatto un passo in avanti quando è approdato in Formula E nel 2014 e lo scorso anno si è laureato campione tra le monoposto elettriche. Il tutto grazie alla Red Bull, che lo ha... scaricato. "Penso che lasciare la F1 sia stata la miglior cosa che mi sia capitata - ha dichiarato all’agenzia Reuters - Mi ha aperto gli occhi su molte cose".

Alla vigilia del round di Montecarlo, da seguire sabato tutto in diretta su Italia 1 dalle 14.20 e gara alle 16.30, Vergne ha svelato ai più che nel suo presente e futuro, oltre alle corse che restano la priorità, ci sono i videogiochi. Si, perché Vergne è socio fondatore della società Veloce eSports, creata dal suo ex compagno di squadra in F3, Rupert Svendsen-Cook. Gestisce i talenti che emergono nelle gare "virtuali" e tra i suoi "clienti" ci sono i team eSport dell’Alfa Romeo e di Fernando Alonso. Oltretutto, questi piloti in provetta riescono a cinquistarsi un volante anche nelle gare reali come accaduto con la ventenne britannica Jamie Chadwick, vincitrice della prima gara della W Series riservata alle donne oltre che pilota in F3.

“Quanto Helmut Marko ha deciso di mandarmi in vacanza per un lungo periodo e di non farmi più guidare nella famiglia Red Bull, mi sono ritrovato senza contratto, senza denaro e senza futuro. Ho dovuto lasciare il posto dove vivevo molto velocemente perché ero in una situazione spaventosa, quando hai 23-24 anni e con niente nella tua vita. Non voglio più trovarmi in questa situazione, ecco perché ho iniziato a investire in progetti in cui credo, a investire tempo ed energia in attività future. Veloce eSports è una di queste“, ha raccontato Vergne.

Quanto i videogiochi sportivi, nel senso più agonistico del termine, si stiano facendo largo, lo ha spiegato lo stesso francese con un esempio risalente al GP di Monza di F1 del 2018: “Siamo stati con il nostro youtuber nel paddock e solo due ragazzi lo hanno riconosciuto e sono andati a parlare con lui. Erano Charles Leclerc e Max Verstappen, perché entrambi giocano ai videogiochi. Sono giovani ed è quello che fanno, è la nuova generazione. Usciti dal paddock, dove i fan stavano aspettando, tutti chiamavano per nome il nostro youtuber per chiedergli un autografo. Quindi, possono diventare famosi. È qualcosa che sta diventando sempre più grande“.

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