Occasione sprecata: Hamilton bacchetta la Ferrari, è il tempo delle scelte
A fronte di una SF-26 a tratti molto competitiva, il Cavallino Rampante stecca ancora una volta in termini di strategia
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Tre punti lasciati sull'asfalto olandese: la differenza tra un possibile podio nell'ultima Zandvoort e la quarta piazza della quale Lewis Hamilton si è dovuto accontentare al capolinea di un Gran Premio d'Olanda dall'esito deludente per sir Lewis e per la Ferrari che ambiva appunto al podio se non addirittura - nelle dichiarazioni a caldo post-gara del Team Principal Vasseur - alla vittoria. La differenza sta tutta nella diversa... esecuzione degli ordini di squadra tra Ferrari e Mercedes. Certo, le sfumature non mancano ma non si può non sottolineare come George Russell (mandando giù amaro) non abbia battuto ciglio nel dare strada al compagno di squadra Kimi Antonelli, mentre il ponte di comando delle Rosse ha temporeggiato e "pasticciato" nel chiedere a Charles Leclerc di dare via libera ad Hamilton che era su una strategia diversa e aveva buone chances per un finale all'arrembaggio del podio.
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E mentre la cabina di regia rosa esitava, temendo di scoprire le proprie carte (peraltro evidenti), il pilota inglese non ci ha pensato due volte a bacchettare i suoi chiedendo in diretta mondiale radio se non lo stessero per caso utilizzando come "guinea pig" (cavia). Il risultato sono dodici punti in saccoccia al posto di quindici. Tre punti che potrebbero anche fare la differenza nella corsa al titolo, pensando che nel 2025 Lando Norris l'ha spuntata per due sole lunghezze su Max Verstappen. Se non l'altro, la richiesta Mercedes a Russell di permettere ad Antonelli di guadagnare tre punti in più prova il fatto che Toto Wolff e i suoi temano ancora la concorrenza: Ferrari certo, ma forse a questo punto anche la McLaren, lanciatissima con Norris in una rimonta difficilissima ma ancora impossibile. Una cosa è certa: la disciplina in casa Mercedes è ferrea e puntuale, per non parlare delle collaudate ed efficaci "papaya rules" McLaren: a Maranello sono ancora troppe le esitazioni nel puntare ormai inevitabilmente sul cavallino Hamilton.