Parigi e Berlino cambiano il 2035: serve flessibilità
Francia e Germania ridisegnano la transizione dell'auto rilanciando il ruolo dei carburanti sostenibili
di Tommaso Marcoli© Getty Images
Si riaccende la discussione attorno al tema della transizione energetica in Europa. Tra gli organi di Bruxelles che impongono e gli Stati che comunicano in ordine sparso, ormai si naviga a vista con le Case automobilistiche che fanno fatica a pianificare i loro investimenti. Definire il futuro dell'auto, in questo contesto, non è facile ma Francia e Germania sembrano aver fatto "quadrato".
Basta 100%
Parigi e Berlino (di fatto i "pesi massimi" all'interno dell'Unione Europea) sono d'accordo sulla necessità di rivedere l'impianto normativo proponendo una riduzione del 90% delle emissioni rispetto all'obiettivo del 100% previsto ora. Inoltre, i due Paesi richiedono l'eliminazione dei meccanismi di compensazione imposti da Bruxelles per il restante 10% (es. acciaio verde e carburanti rinnovabili). Si propone anche un nuovo sistema di accumulo dei crediti ambientali maturati nel 2029.
Avanti con le plug-in
I motori a combustione, secondo Francia e Germania, dovrebbero continuare ad avere spazio anche dopo il 2035. A patto che essi siano alimentati con carburanti rinnovabili: non si tratta quindi di un'abolizione degli obiettivi climatici ma di una "deroga" per permettere maggiore flessibilità. Quella famosa "neutralità tecnologica" tanto cara anche all'Italia. L'accordo riafferma, infine, il concetto di Made in Europe chiedendo che si privilegino la fabbricazione di auto e componenti in Europa con incentivi e finanziamenti su misura.