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Milan, con Abate si chiude una Stirpe d'Oro

Il Dna rossonero, dal quale è sempre sgorgato stile, classe ed eleganza, rischia di perdersi definitivamente

di CARLO PELLEGATTI
Milan, con Abate si chiude una Stirpe d'Oro

Con Abate si chiude. Purtroppo! Domenica pomeriggio a salutare i tifosi è toccato all' ultimo discendente della Stirpe d'Oro, cominciata settanta anni fa. Da Nordhal a Liedholm, da Rivera a Baresi, da Maldini fino alle ultime grandi figure, che, nel 2012, hanno salutato San Siro. Qualche anno dopo, l'addio di Abbiati e ora quello di Abate. E' il dato più preoccupante delle ultime campagne di mercato. Il Dna rossonero, dal quale è sempre sgorgato stile, classe ed eleganza, rischia di perdersi definitivamente, non certo per colpa dei nuovi protagonisti, ma per la mancanza di grandi maestri. Non solo a livello tecnico, ma anche umano e professionale.

Chiusa la parentesi dedicata doverosamente a Ignazio Abate, la concentrazione deve essere rivolta solo all’ultimo sforzo, per cercare di toccare i 68 punti. Allora, e solo allora, il Milan deve guardare indietro, di fianco e davanti, per capire se Gattuso, l’”Alchimista “, sia riuscito a trasformare una buona stagione in una stagione eccellente. Non uso aggettivi più eclatanti. Gli obiettivi fisiologici, infatti, per il club milanista, uno dei più vincenti del mondo, sono ben altri. Non solo la qualificazione alla Champions League, ma la vittoria finale in Italia e in Europa. Tornando al campionato, vivere questa sfibrante vigilia è una novità per i ragazzi nati dopo il 2007, anno del tris di vittorie, ragazzi che dal 2013 mai hanno palpitato per un Milan in lotta per andare in Champions League. Ma, giovani e meno giovani, ora hanno l’acquolina in bocca. La domanda è una sola ora : “Riusciranno i rossoneri ad arrivare terzi o quarti?“. Purtroppo non dipende solo dai giocatori milanisti, ma soprattutto dal risultato di Reggio Emilia e San Siro. Intanto è necessario innanzitutto giocare bene e vincere a Ferrara, dove hanno sofferto Inter e Juventus e perso Lazio e Roma. Campo difficile se non giochi bene dal primo al novantesimo minuto, non solo per un tempo come è spesso accaduto nelle ultime partite.

Prima di partire per lo stadio “Paolo Mazza”, sarà necessario però fornirsi di una radiolina, la vecchia e cara radiolina, che, grazie al vecchio e caro “Tutto il calcio minuto per minuto“, tornerà a emozionare i fortunati tifosi che hanno trovato i biglietti per la curva. “Attenzione … qui… San Siro… Gol… dell’…”. “ Linea a Reggio Emilia … linea a Reggio Emilia…”. Poi, o il boato di gioia o l‘urlo di delusione! Se il dio del calcio, spesso crudele nelle recenti stagioni verso i colori rossoneri, anche giustamente, vorrà finalmente rivolgere uno sguardo benevolo verso il Milan, allora il 26 maggio potrebbe essere ricordato come una delle domeniche più sconvolgenti, avvincenti ed emozionanti degli ultimi anni.

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