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Juventus, Conte da solo non può ribaltare le gerarchie

Tanti tifosi bianconeri temono che il tecnico tanto amato faccia come nel 2011: ecco come stanno le cose

di STEFANO DISCRETI
Juventus, Conte da solo non può ribaltare le gerarchie

Il campionato 2018/2019 è andato definitivamente in archivio con gli ultimi verdetti emessi dal campo. Inizia adesso il valzer delle panchine e mai come quest’anno c’è grandissima incertezza in merito. Fondamentale sarà scegliere bene subito per poter pianificare al meglio la prossima campagna acquisti. Del toto allenatore per la panchina della Juventus ne abbiamo parlato più volte e nei modi più vari nel corso degli ultimi giorni; adesso non resta che aspettare la settimana delle finali europee per capire a chi toccherà l’arduo compito di non far rimpiangere Massimiliano Allegri nel corso della prossima stagione.  

C’è un nome che almeno per una sera, qualche settimana fa, ha fatto nuovamente sognare i tifosi bianconeri e non solo i più nostalgici: quello di Antonio Conte. Sono tanti, tantissimi, che a Torino (e non solo) lo avrebbero rivoluto sulla panchina bianconera per ricominciare a lottare insieme dopo la brusca interruzione dell’estate 2014. La cosa che più di tutte mi ha colpito però è la grande paura di una parte della tifoseria bianconera dell’effetto che potrebbe avere l’approdo di Antonio Conte all’Inter. “Agnelli non sarà mica matto a lasciarlo andare proprio da Marotta” “L’anno prossimo vincerà lo scudetto anche in neroazzurro, vedrai” “Ma come si fa a non riprendere Conte, l’unico top allenatore davvero libero in questo momento?” “Vedrai come sposterà gli equilibri e riporterà lo scudetto a Milano”.

Soprattutto il concetto espresso dall’ultimo messaggio (e condiviso anche da molti) mi lascia assai perplesso. Può davvero Antonio Conte da solo ribaltare le gerarchie di un campionato dominato, in lungo e largo, dalla Juventus da ormai 8 lunghissimi anni? Sinceramente ad oggi sembra un discorso fuori luogo ed esageratamente pessimista. In tanti fanno riferimento all’estate del 2011, per cercare un ricorso storico, quando il tecnico pugliese prese per mano la squadra bianconera reduce dalla stagione fallimentare dell’era Delneri ribaltando poi i pronostici a fine stagione. “Se ci è riuscito alla Juventus, contro il Milan di Pirlo, Thiago Silva e Ibrahimovic, può farcela anche contro la Juve di Cristiano Ronaldo!” “Non dovevano lasciarlo andare proprio a quelli lì…”.

La verità, come sempre in questi casi, sta nel mezzo. E’ vero si che la gestione di Conte sulla panchina bianconera riportò la Juventus sui livelli competitivi che per storia e tradizione le competono, così come sappiamo che quella squadra riuscì a fermare il dominio di Zlatan Ibrahimovic in Italia; ma è anche vero che nell’estate 2011 la Juventus comprò sì pochissimi giocatori ma tutti di un livello assoluto e di qualità: in particolare Lichtsteiner, Vidal, Pirlo e Vucinic; perché non dimentichiamoci mai che alla fine a vincere sono soprattutto i giocatori in campo.

Se l’Inter farà quindi un grande mercato, il primo effettivo dell’era Marotta, allora si che bisognerà preoccuparsi anche della squadra neroazzurra come possibile antagonista per la lotta scudetto. Altrimenti se l’Inter resterà così com’è oggi cambiando solo l’allenatore è evidente che Conte pur chiamandosi Antonio da solo non potrà fare miracoli. “Vedrai, rimpiangeremo di più il non averlo ripreso da noi quando possibile che il distacco con Allegri, l’allenatore dei cinque scudetti consecutivi”.

Ad oggi però il vantaggio della Juventus nei confronti delle avversarie è talmente netto che non può bastare un allenatore ad azzerare il gap. D’altronde si sostenevano le stesse spaventate teorie negative lo scorso anno subito dopo l’approdo di Ancelotti a Napoli e sappiamo tutti poi come invece è andata a finire. Di sicuro l’accoppiata Beppe Marotta-Antonio Conte, lavorando bene in sincronia, può accorciare il gap verso la vetta ma il destino futuro della Juventus dipende ancora ed esclusivamente solo dalla Juve stessa, come anche sostenuto da Gigi Maifredi nella recente intervista rilasciata al Corriere della Sera “questa Juve è talmente più forte delle altre che vincerebbe anche con Andrea Agnelli in panchina”, concetto ribadito in pratica anche nella conferenza di commiato di Massimiliano Allegri “chi prenderà il mio posto troverà una squadra nettamente più forte delle altre e che al 90% vincerà di nuovo il campionato”. Quindi calma e sangue freddo, la Juventus ha ancora chiaramente il coltello dalla parte del manico, a prescindere dal valzer di panchine che sta per partire in questa appassionante sessione di calciomercato estivo che ci apprestiamo a seguire.

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