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Stato di tensione: la Curva e quel messaggio virulento e poco condiviso

Domenica contro l'Empoli sarà determinante la convinzione dei tifosi. Di tutti i settori.

di LAPO DE CARLO
Stato di tensione: la Curva e quel messaggio virulento e poco condiviso

La Curva Nord ha fatto un altro comunicato. I toni sono preoccupati, forti, estremi, esasperati e soprattutto aggressivi. Per questo, anche girando sui social, la reazione della maggioranza del tifo nerazzurro è sembrata parecchio perplessa dalla modalità. La curva è estrema per definizione e, ogni volta che si tocca l’argomento, sembra sia impossibile trovare un canale di comunicazione tra le diverse sensibilità del tifo.

Al punto che allo stadio il dissenso verso l’accanimento della Curva contro Icardi è diventato motivo di scontro aperto, con tanto di cori e fischi tra tifosi della stessa squadra. Il contraddittorio sarebbe più interessante e utile, tuttavia in questo periodo sono accadute diverse cose visibili ma anche segrete, che hanno creato letture totalmente diverse sulla stagione masochista dell’Inter. La curva minaccia di passare dal sostegno alla guerra, in caso di pareggio o sconfitta con l’Empoli, segno della poca fiducia che i tifosi nutrono verso questi giocatori, molti dei quali davvero poco coinvolti, quasi sussiegosi nell’atteggiamento in campo.

Il fatto è che la curva ottiene sempre visibilità ed è un aspetto poco comprensibile come gli avvenimenti più gravi, come quelli di Inter-Napoli e le prese di posizione attraverso striscioni o comunicati, trovino sempre una ribalta che amplifica una porzione piccola, ancorchè fondamentale del tifo, biasimata nelle sue espressioni più volgari ma blandita e rilanciata nelle sue manifestazioni. E’ quasi logico che tutta l’importanza data alla curva, dia un senso di superiorità, un modello di tifo che guardi al resto degli interisti, come ad un pubblico imborghesito che va allo stadio come a teatro. La questione non è nuova e crea fastidio San Siro ma il vero problema è che se il pubblico è diviso e tifa col fucile puntato, è più facile percepirne l’esasperazione.

Questa squadra non brilla certo per personalità ed è abbastanza certo che l’Empoli, in alcuni momenti della partita, farà un figurone con quel palleggio a centrocampo che irriterà i tifosi e li porterà a protestare, sbuffare, fischiare, più che sostenere la squadra. Se invece il tifo dello stadio, inteso come tutti i settori, per novanta minuti, sarà costante e non velleitario, più carico che impaurito, più robusto che stressato, potrebbe risultare determinante. San Siro, mi diceva qualche ex giocatore, quando sei in campo ti fa percepire cosa pensano davvero i tifosi, al di là del coro di sostegno. Intuisci che hanno paura e allora inizi ad averne anche tu. Conta solo la convinzione di chi è in campo e di chi ti sta sostenendo. L’Inter nella storia ha battuto avversari meglio organizzati e apparentemente più forti per la compattezza del pubblico. Ha deluso in casa quando formazioni dal nome esotico o il nome non suggestivo, come l’Empoli, hanno percepito la paura e colpito l’Inter, insieme al pubblico irritato, diviso e incredulo.

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