Squadra lascia il campo dopo insulto razzista e perde la partita a tavolino

23 Ott 2026 - 13:17

La squadra ha lasciato il campo dopo gli insulti razzisti subiti da un proprio giocatore, ma poi ha perso la partita a tavolino. E' successo nel campionato dilettantistico di terza categoria bolognese, partita di domenica 11 ottobre tra Mascarino Fc e Vigor Pieve 1925. Al minuto 86, come riportato dal Resto del Carlino, l'arbitro ha espulso un calciatore della Vigor Pieve per aver offeso con termini razzisti un avversario. Il Mascarino, a quel punto ha deciso di non proseguire la gara, "sentendosi scossi e offesi", come registrato nel provvedimento del giudice sportivo. L'arbitro ha dunque sospeso la gara, il giudice ha poi inflitto 10 giornate di squalifica al giocatore espulso, ma anche lo 0-3 a tavolino al Mascarino, con un punto di penalità: la decisione è arrivata in seguito al reclamo presentato dalla Vigor Pieve per la sospensione, sul risultato di 0-1 per gli ospiti. Da qui la rabbia del Mascarino: "Faremo ricorso, valuteremo se procedere a livello penale contro il giocatore autore dell'insulto razzista e alla prossima partita ci presenteremo in 7 e un nostro giocatore abbandonerà subito il campo, facendo scattare sospensione, sconfitta a tavolino e penalizzazione", ha detto al quotidiano il presidente del Mascarino, Antonello Le Fosse. In casa Vigor Pieve, a seguito del polverone che si è sollevato con il ricorso, valutano il passo indietro: "Verificheremo se è ancora possibile chiedere di rigiocare la partita", ha dichiarato Lucio Cossarini, presidente della Vigor e padre del calciatore autore dell'insulto razzista.