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Hutchinson ha dimostrato di avere delle qualità preziose, Camarda per ora ha coraggio ma deve migliorare nel dialogo con i compagni
di Enzo Palladini© IPA
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Smorfie di stupore e tic nervosi si sono sprecati nel mondo Milan all’annuncio delle formazioni. C’era qualcosa che non quadrava, secondo molti. Troppi rischi in una partita che andava vinta per mantenere viva l’ipotesi di andare avanti in questa Europa League. Al fischio finale, l’impressione è che Ruben Amorim abbia azzeccato quasi tutte le scelte e che in certi ruoli abbia individuato dei possibili titolari. O meglio: abbia capito che le scelte delle partite precedenti erano discutibili.
Su Cisse non c’erano grandi dubbi. Fin dalle prime uscite stagionali, Amorim l’aveva battezzato come suo pupillo. Nella dolce serata salisburghese sono arrivate mille conferme. Il ragazzo ha talento e forza fisica, sa stare in campo e ha un’intelligenza tattica superiore alla media. In occasione dei tre gol si è fatto trovare nella posizione giusta al momento giusto, trasformando una bella serata europea in una notte da sogno. Nel suo immediato futuro c’è sicuramente sempre più spazio in questa squadra con una conseguente convocazione nella Nazionale maggiore. Sembra inevitabile.
Non solo Cisse, però. La prima considerazione che salta all’occhio è che non ci sia corsa tra Bartesaghi ed Estupinan. Il ragazzo italiano è entrato subito nel clima della partita, si è lanciato in alcune incursioni molto efficaci verso l’area avversaria, si è messo a disposizione della difesa quando è stato necessario schierarsi a quattro, ha fornito a Cisse l’assist per il 2-0 con un tocco raffinato. Difficile immaginare che possa andare ancora in panchina nelle prossime partite.
Un’altra risorsa importante per Amorim e per il Milan è Hutchinson. Non aveva convinto nella prima gara contro il Benfica, stavolta ha cambiato marcia. Oltre all’assist per l’1-0 di Cisse, ha anche messo in evidente difficoltà la difesa avversaria con alcune accelerazioni impressionanti. Una prestazione decisamente superiore alle ultime uscite di Chukwueze, con l’aggiunta di un uso migliore del piede destro (Hutchinson l’ha utilizzato sorprendentemente bene).
Tra le conferme di questa partita, c’è sicuramente la crescita costante di De Winter. Nelle prime uscite stagionali aveva commesso qualche errore e si era lasciato andare a qualche imprecisione, da alcune settimane invece sbaglia poco ed è puntualissimo nelle chiusure. Segnali positivi si sono visti anche da Jashari, che giocando nel ruolo di Modric dà l’idea di trovarsi a proprio agio, soprattutto quando i compagni di reparto gli danno una mano dettando i passaggi e i movimenti.
Camarda ha bisogno di giocare di più. Non tanto per allenare il coraggio, dote che ha mostrato di possedere, quanto perché ha bisogno di migliorare qualche movimento, di sincronizzarlo con i compagni di squadra. Il ragazzo vale, è un patrimonio della società rossonera, ha solo bisogno di trovare un po’ di continuità. Ma in generale, da Salisburgo il Milan rientra con qualche certezza e qualche speranza in più nel bagaglio. Adesso bisogna lavorarci sopra.