Le parole

Rabiot, leader dentro e fuori dal campo: nuovo richiamo e Amorim apprezza. Questione di... mentalità

Il centrocampista francese all'attacco dei compagni dopo il successo con l'Atalanta: anche dopo il Sassuolo l'ex Juve era stato pesante ai microfoni 

19 Ott 2026 - 13:52
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«Sono arrabbiato. Abbiamo fatto molto bene il primo tempo, poi nell'ultima mezz'ora di partita abbiamo perso il filo. È un problema perché se giochiamo così non vale niente, forse non meritavamo nemmeno di vincere». Sono parole sempre più da leader quelle di Adrien Rabiot, che ieri sera ha commentato così la prestazione del Milan contro l'Atalanta: «Eravamo sopra di tre gol, abbiamo abbassato l'attenzione e rischiato di pareggiarla nel finale». Il francese, alla terza rete di fila fra tutte le competizioni (ci era riuscito in carriera solo al Marsiglia), ha contribuito a quasi il 40% delle reti messe a segno dal Diavolo in Serie A ed Europa League. Sette tra assist e gol sui 18 complessivi, che hanno trascinato gli uomini di Ruben Amorim al quarto posto in classifica a quota 15 punti dopo sette giornate. Il tecnico ex Manchester United, a margine della vittoria 3-2 con la Dea di Maurizio Sarri, ha elogiato così il centrocampista francese, vero e proprio trascinatore della squadra: «Rabiot è un giocatore speciale, è molto emotivo quando parla a fine gara, e a me piacciono davvero tanto i giocatori emotivi».

Non è la prima volta che il 31enne, al secondo anno in rossonero, alza la voce ai microfoni da inizio stagione. Dopo il pareggio 1-1 col Sassuolo, dove il Milan ha subito, colpevolmente, la terza rete da calcio piazzato in 9 gare, Rabiot ha lanciato un primo campanello d'allarme: «Non possiamo prendere gol così perché è una situazione su cui lavoriamo quasi ogni giorno. Sono dettagli, ma alla fine secondo me abbiamo perso due punti. Non ci dovevamo abbassare così dopo il vantaggio, serve lavorare sulla mentalità». Mentalità è la parola chiave del nuovo Milan di Amorim, che vive spesso di fiammate dei singoli, vedi la doppietta di Diego Moreira all'Olimpico in rimonta o l'hat trick di Alphadjo Cisse contro il Salisurgo. Il problema, dunque, rimane l'approccio alle partite, soprattutto da parte dei giocatori che entrano dalla panchina, come il Pervis Estupinan visto ieri sera. Tre palle perse per lui in meno di venti minuti. È, dunque, un Diavolo a due facce che fatica ancora a trovare la propria dimensione in campo.

Giovedì alle 21 servirà un cambio marcia repentino al Milan, in vista della trasferta europea col Bournemouth. Per capire quale sarà in parte il futuro prossimo dei rossoneri, tanto passerà dall'atteggiamento con cui Rabiot e compagni si presenteranno contro le Cherries.