Fabbricini, ex commissario Figc: “La politica sta pilotando qualche personaggio”
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Roberto Fabbricini, ex commissario della Figc, ha parlato della situazione attuale della federazione calcistica italiana in esclusiva a Napoli Network: “Lo scenario sarà di grande movimento, non sta a me dire chi saranno i candidati. Sarà il mondo del calcio che dovrà esprimersi. Il mondo del calcio non ha il solo problema di levare una persona per un altra, ma va ristrutturato in toto a partire dalle componenti elettorali che regolano le candidature per la presidenza della FIGC. Io venni nominato Commissario perché ci fu un’assemblea elettiva dove i tre candidati del tempo (Gravina, Sibilia e Tommasi) non raggiunsero il quorum. A quel punto la Federazione era divenuta ingestibile e fu necessaria la nomina di un commissario che venne individuata nel sottoscritto. La situazione ora è diversa perché è entrata la politica, cosa mai accaduta prima. La politica sta cercando di pilotare qualche personaggio o di nominare direttamente un commissario con ampi poteri fino alla scadenza del quadriennio. I candidati vanno presentati entro il 10 maggio. Qui comunque non basta solo cambiare presidente, ma è necessario riformare. Il nuovo presidente deve ristrutturare le componenti. La Nazionale passa dalla Serie A dove i giocatori italiani non vanno in campo. Il Como, quarto in classifica, ha mandato in campo solamente Edoardo Goldaniga per una manciata di minuti. Il resto sono tutti stranieri: come possiamo pensare che si possa fare bene? Non sono un tecnico, ma c’è qualche elemento interessante come Palestra che per poco ci salvava dalla tragedia. Palestra però gioca nel Cagliari, con tutto il rispetto. La Serie A deve avere maggiore forza politica e deve anche contestualmente rivedere alcune delle sue regole. Ci dovrebbero essere 4 italiani per squadra in campo, preferibilmente anche in panchina”.
Facciamo finta che lei dovesse essere eletto presidente FIGC il prossimo 22 giugno: quale sarebbe la prima riforma che farebbe?
“Mi vuole male eh(ride). Le riforme comunque si fanno in squadra. La prima cosa è rivedere le forze elettorali delle componenti, successivamente ridurrei il numero delle squadre di Serie A. 20 squadre sono troppe, è ridicolo. Su 380 gare di Serie A almeno 70 sono inutili”.