“Basta insulti allo stadio”: i bambini tifosi del Monza diventano un esempio in Francia

22 Ott 2026 - 10:48
 © Da video

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"Io Tifo Positivo". Un progetto dedicato ai bambini dai 10 ai 12 anni che va oltre agli slogan e che punta a incidere sui comportamenti dei giovani sostenitori (e non solo) durante le partite di calcio. Con queste premesse, l'iniziativa portata avanti anche dal Monza è stata raccontata in Francia da un servizio di Canal+, che ha dato spazio al volto più bello del tifo: quello fatto di partecipazione e accoglienza. Al centro, l'importanza di educare le nuove generazioni. 

Un rigore segnato dall’Inter, gli insulti di un adulto ai tifosi avversari mentre teneva in braccio il figlio, di appena due anni. È l’episodio raccontato da un bambino tifoso del Monza nel corso di un servizio televisivo di Canal+, dedicato ai comportamenti antisportivi negli stadi italiani e alla necessità di educare le nuove generazioni al rispetto. Una testimonianza che ha portato il tema oltre i confini nazionali, fino in Francia, sottolineando l’importanza di intervenire sul tifo fin dall’infanzia.

È da questa consapevolezza che è nato “Io Tifo Positivo”, il progetto educativo avviato dall’Associazione Comunità Nuova Onlus, nel segno di Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport, che nel tempo ha coinvolto oltre 30.000 bambini tra i 10 e i 12 anni. Da anni, il Monza aderisce al progetto insieme al Comune di Monza, promuovendo una cultura sportiva fondata sulla partecipazione e sull’inclusione. Un percorso che prosegue anche con la nuova proprietà americana del club biancorosso, impegnata a dare continuità a questo lavoro educativo e a rafforzarne i valori attraverso iniziative rivolte ai più giovani, come la distribuzione di astucci nelle scuole a inizio del nuovo anno scolastico e le occasioni per incontrare la squadra e assistere alle partite allo stadio. 

L’obiettivo è insegnare ai più giovani che sostenere la propria squadra non significa insultare gli avversari, ma incoraggiare i propri colori nel rispetto di tutti. Un percorso che parte dalle esperienze quotidiane dei bambini e punta a coinvolgere anche gli adulti, chiamati a essere un esempio positivo.

Il servizio di Canal+ racconta anche il volto più bello del tifo: quello fatto di partecipazione e accoglienza. Una bambina ricorda anche con emozione il momento in cui, passando sotto la curva, è stata applaudita dagli ultras e accolta nel gruppo. Dagli insulti agli applausi, emerge così anche la possibilità di vivere il calcio con passione, senza rinunciare al rispetto.