Figc, Lippi si allontana: conflitto d'interessi

Lo status di procuratore del figlio Davide è incompatibile col ruolo propostogli da Tavecchio. Ora decide la Corte federale

foto lapresse

Ventura ct, Marcello Lippi direttore tecnico della Figc. Il piano del presidente federale Tavecchio per il nuovo corso dell'Italia dopo l'Europeo è chiaro, ma rischia seriamente di non essere praticabile. Colpa di un conflitto di interessi che coinvolge il ct campione del mondo nel 2006 per via del figlio Davide, procuratore di calciatori, tra cui alcuni azzurri. Il regolamento federale vieta questo tipo di rapporti. Come uscirne? Decisivo sarà il parere della Corte di giustizia federale, deputata a interpretare i regolamenti.

Un particolare gigante che è sorprendentemente sfuggito a Tavecchio e ai suoi uomini, ma che rischia di compromettere il ritorno in carica di Lippi. Per sbloccare la situazione ci vorrebbe un miracolo burocratico per evitare di perdere esperienza, saggezza e conoscenza tecnica. Del resto il regolamento sulla questione parla chiaro, sono vietati infatti "rapporti fra procuratori e soggetti che svolgano funzioni in Federcalcio" e "non possono svolgere l'attività di Procuratore sportivo tutti coloro che ricoprano cariche o abbiano rapporti professionali o di qualsiasi altro genere nell'ambito della FIGC o delle società ad esse affiliate".

ABETE E LA CORTE FEDERALE

E sulla vicenda Lippi, poco prima dell'inizio del Consiglio federale, Giancarlo Abete ha precisato quanto segue: "E' una norma che deriva da una decisione assunta dalla Federazione per risolvere le problematiche relative ai procuratori, noi abbiamo alzato bandiera bianca. L' UEFA, che ha interesse a una maggiore regolamentazione, può agire solo su deroga delle federazioni. Le singole federazioni, nel momento in cui non hanno avuto più la norma generale della FIFA, hanno legiferato per regolamentare questi rapporti. La decisione assunta, cioè quella di chiedere un parere interpretativo alla Corte Federale, credo sia quella corretta. Si parla di posizioni di vertice, fermo restando che il direttore non avrebbe una titolarità nelle convocazioni". A questo punto, pare quindi certo che sarà la Corte di Giustizia Federale a decidere se Lippi potrà o meno svolgere questo ruolo all'interno della Federazione.

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