CICLISMO SU PISTA-INSEGUIMENTO

Tokyo 2020, ciclismo su pista: l'Italia dà spettacolo, record del mondo e finale!

Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan superano i neozelandesi per 90 millesimi in una gara al cardiopalma

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Il quartetto azzurro del ciclismo su pista conquista nella maniera più spettacolare possibile un posto nella finale dell’inseguimento a squadre a Tokyo 2020. Filippo Ganna, Francesco Lamon, Jonathan Milan e Simone Consonni superano infatti in semifinale la Nuova Zelanda per soli 90 millesimi, aggiornando al contempo il record del mondo della specialità con il tempo di 3’42”207. Finale domani, nella mattinata italiana.

Un quartetto da sogno, per una prestazione che resterà scolpita nella storia del ciclismo su pista, in particolare della disciplina dell’inseguimento a squadre. Il quartetto italiano composto da Filippo Ganna, Simone Consonni, Francesco Lamon e Jonathan Milan conquista infatti un posto nella finale per la medaglia d’oro con una prestazione da 3’42”307 che vale il record del mondo. Non che per gli azzurri sia una passeggiata, anzi: il quartetto neozelandese, formato da Aaron Gate, Campbell Stewart, Regan Gough e Jordan Kerby, resiste a una partenza difficile e nel cuore dei quattro chilometri di gara si ritrova avanti anche di quasi tre decimi.

Negli ultimi mille metri, però, Ganna prende la testa della sua squadra, diventata terzetto dopo lo ‘sgancio’ di Lamon, e guida con maestria, perizia e velocità senza eguali i suoi al successo, sconfiggendo di 90 millesimi gli ‘All Blacks’ e portando gli Azzurri nella finalissima che avrà luogo nella mattinata italiana di mercoledì. Per l’Italia si tratta di un risultato straordinario: per la seconda edizione consecutiva dei Giochi Olimpici, la squadra azzurra potrà fregiarsi di una medaglia nel ciclismo su pista (a Rio fu Elia Viviani, nell’omnium, a conquistare l’alloro più prezioso). Un risultato che prova a compensare le delusioni delle gare su strada, anche per lo stesso Ganna che nella cronometro aveva fallito l’obiettivo del podio a Cinque cerchi.

Decisa dopo una controversia senza precedenti, invece, l'altra finalista: nella seconda semifinale, infatti, con la Danimarca in grande vantaggio sulla Gran Bretagna, Frederik Madsen colpisce un atleta britannico, Oliver Wood, staccatosi all'inizio dell'ultimo chilometro, costringendo a una brusca interruzione della gara. Una situazione di difficile interpretazione per la giuria, che soltanto dopo 40 minuti conferma il successo dei danesi, senza dunque tener conto della caduta e congelando il risultato ottenuto fino all'incidente. Sarà dunque il quartetto della Danimarca ad affrontare gli Azzurri nella finalissima per la medaglia d'oro.

GANNA: "VOGLIAMO FAR DIVERTIRE L'ITALIA"
"I ragazzi hanno dimostrato che il lavoro fatto negli anni ha portato a tante emozioni. Nel nostro gruppo c'è già qualcuno che ha vinto una medaglia importante (Elia Viviani) lui sa cosa vuol dire e io vorrei condividere questa gioia. Dobbiamo tenere duro ancora 24 ore poi se vogliono ubriacarsi li accompagno io". Lo dice Filippo Ganna dopo aver conquistato la finale per l'oro nell'inseguimento a squadre uomini con il nuovo record del mondo. "Alcune nazioni hanno detto che il mio manubrio non era omologato, ma lo era dall'Uci, ci hanno voluto mettere i bastoni tra le ruote", ha aggiunto ancora. E in merito alla finale: "Dobbiamo guardare noi stessi e fare la gara su noi stessi. Cercheremo di far divertire l'Italia". "Oggi abbiamo fatto davvero bene. I miei compagni di squadra hanno dimostrato che tutto il lavoro che abbiamo fatto in questi anni è stato ripagato. I miei compagni di squadra mi hanno aiutato a raggiungere questo obiettivo. Sono davvero grato a tutti loro. Sembra uno scherzo, ma dovevamo iniziare con 13"6 secondi (tempo previsto per il primo giro) ma poi il secondo era già di 13,3 secondi e ho pensato, 'Ok, ragazzi fate quello che volete, andiamo'", ha aggiunto. Sulla loro strategia per la corsa alla medaglia d'oro ha spiegato: "Indipendentemente dai nostri avversari, dobbiamo solo seguire le istruzioni di chi è con il tablet a bordo pista e fidarsi di lui. Lo seguiamo e crediamo in lui per fare quello che dobbiamo fare. E' il nostro faro".

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