Mondiali 2026

Mondiali 2026, è la notte di Ochoa: il portiere simbolo del Messico pronto per il suo ultimo ballo

Sempre in panchina nel 2006 e nel 2010, debuttò in Brasile nella vittoria per 1-0 contro il Camerun

24 Giu 2026 - 16:46
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 © Getty Images

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In principio fu Cuauhtémoc, ultimo imperatore azteco simbolo della lotta delle popolazioni indigene contro i colonizzatori spagnoli. Poi venne Benito Juárez che sconfisse i francesi. Per ultimo Pancho Villa, eroe della rivoluzione negli anni Dieci del Novecento che si concluse con la stesura della Costituzione. Oggi il simbolo del Messico è un uomo riccioluto di quasi 41 anni che di mestiere fa il portiere della Nazionale.
Questa notte Guillermo "Memo" Ochoa è pronto a giocare quella la sua partita numero 154, l'ultima con il Tricolor. A Città del Messico, davanti al suo pubblico. 
 

Il sesto Mondiale di Memo

Convocato sia per Germania 2006 sia per Sudafrica 2010, in quelle edizioni Ochoa non indossa mai i guantoni. All'epoca gioca all'América, squadra di Città del Messico, e la delusione per essere stato relegato in panchina lo spinge a tentare fortuna in Europa. Dal 2012 al 2014 difende i pali dell'Ajaccio e, nonostante la retrocessione al termine della stagione 2013-14, viene convocato per il Mondiale brasiliano, conquistando anche la titolarità. Il debutto è contro il Camerun, vittoria per 1-0 il 13 giugno 2014. Tuttavia, è quattro giorni più tardi che Ochoa e i suoi riccioli iniziano a farsi conoscere in tutto il mondo. A Fortaleza ferma il Brasile sullo 0-0 con alcuni interventi che lo proiettano nella leggenda. Prima di lui ci era entrato anche Antonio Carbajal, suo predecessore tra i pali del Messico dal 1950 al 1966, che diventò il primo a disputare cinque Mondiali. 

"È stata la partita che mi ha cambiato la vita, un punto di svolta nella mia carriera", ha detto in un'intervista alla Fifa a proposito della sfida contro i verdeoro. Nonostante ciò, nessun top club si muove per acquistarlo e così il suo viaggio in Europa prosegue tra Malaga, Granada e Liegi. Il nome di Memo sparisce dalle prime pagine dei giornali e sembra che spunti solo ai Mondiali. Nel 2018, in Russia, le sue manone fermano la Germania campione in carica, il Messico vince 1-0 e Ochoa torna sotto le luci della ribalta
Nel 2019 rientra in patria, all'América, fino a quando la Salernitana lo riporta nel Vecchio Continente. Quando? Nel 2022, subito dopo il Mondiale in Qatar. L'istantanea del torneo in Asia è il rigore parato a Robert Lewandowski nella prima partita del girone, che consente al Tricolor di portare a casa un punto (0-0 finale). Oggi gioca a Cipro, nell'Ael Limassol, mentre il suo posto tra i pali della porta messicana è stato preso da Raúl Rangel, che ha 15 anni in meno. 
Con il Messico già qualificato ai sedicesimi e certo del primo posto nel girone, sembra scontato che contro la Repubblica Ceca ci sarà il pasillo de honor per Memo.
 

La richiesta dei compagni di squadra

La decisione finale spetterà comunque al commissario tecnico Javier Aguirre, ma le parole dei compagni di squadra avranno senz'altro un peso nella scelta dell'estremo difensore. "Ochoa è una leggenda e una persona stupenda - ha detto la punta Alexis Vega - e se Aguirre lo farà giocare saremmo tutti felici". Sulla stessa lunghezza d'onda la riflessione del centrocampista Orbelin Pineda: "Sappiamo che è una persona fantastica, un grande giocatore, conosciamo l’importanza che ha per tutto il Messico, come si batte in campo. Se toccherà a Memo, siamo sicuri che farà bene".