"Siamo qui per giocare a calcio. Siamo qui per rappresentare, con tutto il rispetto, il popolo iraniano: gli iraniani nel nostro Paese e quelli della diaspora. Non siamo persone politiche, il calcio è separato dalla politica". Parole del ct del team Melli Amir Ghalenoei, nella conferenza stampa al Los Angeles Stadium, dove domani affronterà la Nuova Zelanda sullo sfondo delle tensioni tra Teheran e Washington e a poche ore dall'annuncio di una tregua. L'allenatore ha sottolineato che la squadra rispetta "ciascuno dei cittadini iraniani", frasi particolarmente significative visto che nell'area di Los Angeles vive la più grande comunità di esuli iraniani, con oltre 500 mila persone. Ghalenoe ha spiegato che il trasferimento del ritiro dall'Arizona a Tijuana, in Messico, deciso dopo l'escalation militare degli ultimi mesi, ha avuto conseguenze sulla preparazione: "Ha avuto un impatto, ma dobbiamo ringraziare il popolo messicano. Siamo abituati a trasformare le difficoltà in opportunità". "Avremmo dovuto allenarci due settimane prima, ma siamo arrivati tardi e non abbiamo avuto il tempo di adattarci come avremmo dovuto". I giocatori e la squadra tecnica sono arrivati a Los Angeles con un aereo da Tijuana nel pomeriggio di domenica e ripartiranno subito dopo la partita. Ghalenoei ha aggiunto: "Che si vinca o si perda, il calcio deve portare gioia. Ho cercato di fare in modo che i giocatori si concentrassero sulla strategia e giocassero per la grande Repubblica iraniana". Al suo fianco, l'attaccante Mehdi Taremi ha ammesso di aver sentito "molta tensione" al suo arrivo negli stati Uniti. "Non ha colpito soltanto l'Iran e non soltanto i giocatori, ma anche gli arbitri. Molti Paesi hanno avuto problemi con i visti - ha affermato- questa tensione mina il messaggio della Fifa, che dovrebbe promuovere pace e gioia".