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Gran Premio per Gran Premio il cammino che nell'arco di sette mesi e mezzo ha portato Kimi al titolo iridato
di Stefano Gatti© Getty Images | GP Australia
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Arrivata in Australia sulle ali delle grandi performance nei test invernali in Bahrain del mese di febbraio, la Mercedes timbra tutti i pronostici della vigilia aprendo il Mondiale domenica 8 marzo con una sonante doppietta ma per Antonelli il 2026 (dopo un incidente in prova...) inizia dal secondo posto alle spalle del compagno di squadra George Russell che fa subito la voce grossa e si cuce frettolosamente addosso i gradi di prima punta Mercedes nella corsa al titolo iridato. L'autocandidatura del ventottenne pilota inglese è però di breve durata perché una settimana più tardi a Shanghai (dopo il quinto posto nella Sprint vinta proprio da Russell) Kimi si aggiudica la sua prima pole position nel Mondiale, primo italiano a riuscirci a diciassette anni di distanza da Giancarlo Fisichella (GP del Belgio 2009). All'età di diciannove anni, sei mesi e diciotto giorni AKA è soprattutto il pilota più giovane in assoluto nella storia della Formula Uno a mettere a segno la pole, battendo il precedente primato di Sebastian Vettel che risaliva al 2008.
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Domenica 15 marzo Antonelli domina il Gran Premio della Cina. Insieme alla prima vittoria nel Mondiale arrivano altri record "a pioggia": primo italiano sul gradino più alto del podio vent'anni dopo Giancarlo Fisichella (ancora lui) al Gran Premio della Malesia 2006 e pilota più giovane a mettere a segno il cosiddetto "hat trick": pole position, giro più veloce in gara e vittoria. Due settimane dopo (domenica 29 marzo) Kimi replica vincendo dalla pole position il Gran Premio del Giappone. A Suzuka il nostro stacca infatti nuovamente la pole position e sale sul gradino più alto del podio, diventando il più giovane pilota della storia a prendere la testa del Mondiale. Antonelli guida con 72 punti contro i 63 di Russell. Seguono i due ferraristi Leclerc e Hamilton con 49 e 41 punti.
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Antonelli è lanciatissimo e vince le due tappe nordamericane: il Gran Premio di Miami di domenica 3 maggio (di nuovo dalla pole position, la terza di fila) e quello del Canada di domenica 24 maggio, alla vigilia delle quali conquista anche un sesto posto (Miami) e il terzo gradino del podio (Montreal) nel formato Sprint, con vittorie rispettivamente di Norris e Russell. Poi alza ancora l'asticella con la quinta vittoria consecutiva (di nuovo dalla pole), che arriva al Gran Premio del Principato di Monaco di domenica 7 giugno. Grazie a questa "manita" vincente, Antonelli diventa il primo pilota nella storia del Mondiale le cui prime tre vittorie in carriera sono consecutive e con partenza dalla pole position. Diventa inoltre il più giovane a mettere a segno il Grand Chelem (pole position, giro più veloce, vittoria e tutti i giri in testa), nonché il secondo italiano a riuscire in questa impresa settantatré anni dopo Alberto Ascari. Kimi prende il largo in vetta alla classifica generale e sembra inarrestabile ma la super performante Mercedes W17 ha qualche limite di affidabilità e così - dopo che a farne le spese era stato il suo compagno di squadra Russell (in Canada) - ad abbandonare prima della bandiera a scacchi tocca anche ad Antonelli che deve accostare a bordo pista nel Gran Premio di Barcellona-Catalunya di domenica 14 giugno. Ad imporsi al Montmelò è Lewis Hamilton che lancia la candidatura ferrarista al titolo. Grazie al successo catalano, sir Lewis allunga su Russell in classifica (115 a 106) ma Antonelli comanda con 156 punti, ben 41 più del ferrarista.
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L'assenza dal gradino più alto del podio dura anche nel Gran Premio d'Austria che domenica 28 giugno apre la stagione estiva. Kimi è "solo" terzo nella gara di Spielberg vinta da Russell che mette a segno il suo secondo successo dopo quello della lontana (in tutti i sensi) Australia. Nonostante la quinta pole stagionale, il "digiuno"antonelliano perdura anche nel successivo Gran Premio d'Inghilterra di domenica 5 luglio, nel quale la Ferrari conquista il suo secondo successo stagione, questa volta però con Charles Leclerc che precede Russell e l'altro ferrarista Hamilton. Kimi vince la Sprint del sabato ma finisce fuori dai punti iridati alla domenica, a causa di un problema di bilanciamento della sua Mercedes in seguito ad un taglio fin troppo deciso su un cordolo. AKA è sempre leader del Mondiale ma questo è il passaggio più delicato della sua stagione e per qualcuno il nostro rischia di ripiombare nella profonda crisi di risultati che nel 2025 lo aveva colpito proprio in questa fase del Mondiale, mettendo a rischio la sua stessa permanenza nel team delle Frecce d'Argento. Nel giro di dodici mesi però le condizioni però sono completamente cambiate: Kimi ha accumulato esperienza, ha fatto un notevole salto di qualità ed ha acquisito gara dopo gara consapevolezza e autorevolezza. Nella classifica generale la vittoria di Silverstone permette a Leclerc di superare quota cento (108), ma davanti a lui ci sono l'altro ferrarista Hamilton (147), Russell (154) e Antonelli che è sempre leader (179) ma adesso con un margine di "soli" venticinque punti (l'equivalente di una vittoria) sul compagno di squadra.
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Il ritorno alla vittoria (la sesta della stagione dopo la sesta pole) ha luogo a Spa-Francorchamps nel Gran Premio del Belgio di domenica 19 luglio, mentre sette giorni dopo Kimi deve nuovamente accontentarsi del gradino più basso del podio nel Gran Premio d'Ungheria che - domenica 26 luglio - chiude il girone d'andata del Mondiale con il ritorno alla vittoria della McLaren con Lando Norris davanti a Verstappen e alla Mercedes numero dodici. Alla pausa estiva Antonelli guida la classifica generale 219 punti e un vantaggio sul secondo raddoppiato rispetto a Silverstone: 50 punti su Hamilton (169) e 59 su Russell (160). La Ferrari e sir Lewis lanciano la loro sfida ma le... vacanze faranno male alle Rosse che impiegheranno diverse settimane per ritrovare la via del podio.
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Si riparte da Zandvoort domenica 23 agosto, dove le Mercedes di Antonelli - quarto nella Sprint vinta dallo specialista Russell, tre centri su sei bersagli in stagione - e dello stesso Russell chiudono seconda e terza dietro alla McLaren che si aggiudica con il solito Norris la vittoria (la seconda stagionale) del Gran Premio d'Olanda. Dopo i due successi consecutivi (a cavallo della pausa estiva) dei campioni del mondo in carica, la corsa al titolo prende una piega nettamente favorevole a Kimi Antonelli che domenica 6 settembre a Monza infligge un durissimo colpo alle velleità della concorrenza (e in particolare a Russell) con una irresistibile e per la verità anche prevedibile (vista la pista) rimonta da fondo griglia che si conclude con una straordinaria e storica vittoria nel Gran Premio d'Italia. Russell completa la doppietta Mercedes ma le sue certezze ormai vacillano. Si tratta della prima affermazione di un pilota italiano nella corsa a sessant'anni esatti da quella di Ludovico Scarfiotti con la Ferrari nel 1966. Non c'è però troppo tempo per festeggiare, perché domenica 13 settembre sull'inedito Madring di Madrid si corre il Gran Premio di Spagna. Sull'onda del trionfo monzese, Kimi timbra dalla settima pole il suo ottavo successo stagionale sull'inedito Madring allestito nel quartiere fieristico IFEMA di Madrid, precedendo sul traguardo la Red Bull di Verstappen (binomio in piena crescita dopo vacche magre - anzi i Tori -della prima metà di campionato) e la McLaren del solidissimo e in questa occasione poco fortunato Norris, al quale il timing della Virtual Safety Car gioca un brutto scherzo, privandolo di una probabile vittoria. Inizia il conto alla rovescia verso il titolo: Antonelli raggiunge quota 292 punti, staccando di 81 punti Russell (211) e di 101 Hamilton (191) che precede di cinque sole lunghezze Norris (186).
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Lasciata alle spalle l'estate, il Mondiale prende di nuovo la... Via delle Indie. Domenica 27 settembre Russell Baku prova a rilanciarsi a Baku con un weekend di massima efficacia nel Gran Premio dell'Azerbaijan, al cui termine prevale sulle due Red Bull di Verstappen e di Hadjar, con Antonelli fuori dal podio e alle prese con un fine settimana in difesa e a tratti "falloso" (errore in qualifica). Ormai sovrastato da Kimi, ma anche parecchio sfortunato, Russell va di nuovo a fondo domenica 4 ottobre a Sepang, dove si recupera il Gran Premio del Bahrain cancellato (insieme a quello dell'Arabia Saudita) a primavera. Noie meccaniche appiedano ancora una volta George, mentre Antonelli ottiene un ottimo secondo posto davanti ad Hamilton e dietro solo a Max Verstappen che - al volante di una Red Bull in pieno rilancio, come si era visto con il doppio podio di sette giorni addietro - ventiquattro ore dopo la prima pole position stagionale si aggiudica la prima vittoria del 2026. Il quattro volte iridato olandese si ripete su tutta la linea a Singapore, nel fine settimana in formato Sprint (il sesto e ultimo dell'anno) che lo vede fare bottino pieno anche nella gara breve (pole e vittoria). Alle prese con un pacchetto di aggiornamenti Mercedes dalla difficile interpretazione, Antonelli massimizza la performance di una Freccia d'Argento non più dominante, portando a casa un altro piazzamento nella Sprint (quarto) e - con un finale arrembante e di grande lucidità nel contesto di una gara durissima sul piano fisico - un prezioso terzo posto nel Gran Premio dietro a Verstappen e a Leclerc che gli permette di superare quota cento (punti) di vantaggio e di "vedere" il titolo e costruire il primo match point nel Gran Premio degli USA sul Circuit Of The Americas di Austin. L'impresa è complicata ma Kimi la sfiora: prende il via dalla pole position e domina la gara, con Hamilton e Russell rispettivamente quarto e ottavo al traguardo, entrambi solo una posizione meglio di quella (la quinta per il ferrarista, la nona per il suo compagno di squadra) che avrebbe fatto... saltare il banco. A Mexico City il sigillo sul titolo è solo poco più di una formalità e domenica 1. novembre con il terzo posto nella tappa centroamericana del Mondiale alle spalle di Max Verstappen e di Lewis Hamilton Antonelli è "puntualmente" il primo pilota italiano campione del mondo di Formula Uno settantatré anni dopo Alberto Ascari.
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