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Yamauchi: "Non mi aspettavo questo successo di Gran Turismo, le World Series sono la cosa più vicina alle corse reali"

Il papà del titolo racing più famoso del mondo ospite a Milano: "Abbiamo fatto giocare due generazioni di appassionati. Un nuovo gioco di moto? Sarebbe una sfida"

di Alberto Gasparri
25 Mag 2026 - 12:28
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 © Ufficio Stampa

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Gran Turismo è "IL" gioco di guida automobilistico che ha fatto la storia dei videogame racing, arrivando ormai quattro anni fa al suo settimo episodio in una versione simulativa ai massimi livelli. In attesa di sapere quando uscirà e come sarà il prossimo capitolo, grazie a PlayStation e Sony abbiamo avuto modo di incontrare il papà di questo capolavoro dell'intrattenimento virtuale: Kazuori Yamauchi. Il 58enne presidente di Polyphony Digital è arrivato a Milano come un'autentica superstar in occasione del primo round delle Gran Turismo World Series, che hanno confermato, se ancora ce ne fosse bisogno, il successo planetario di quello che non può più chiamarsi solo un gioco di guida a quattro ruote. Eppure, tutto questo non era stato mai nemmeno lontanamente immaginato da Yamauchi, come lui stesso ha raccontato a Sportmediaset.it.

Si aspettava questo successo quando ha creato il primo Gran Turismo?
"Per nulla. Gran Turismo è stato creato come una specie di titolo sperimentale, non mi sarei mai immaginato di potermi godere un titolo come questo".

Qual è stata la più grande soddisfazione data da Gran Turismo in questi trent'anni?
"Ogni volta che affronti nuove sfide, non hai molto tempo di guardare al passato. Però, quando per esempio guardi alle Gran Turismo World Series, vedi questi giovani e forti piloti provenienti da ogni parte del mondo e ti rendi conto che anche i loro genitori sono stati giocatori di Gran Turismo fin da quando erano piccoli. Loro adesso sono una sorta di seconda generazione di giocatori di Gran Turismo. Vederli nelle World Series e competere così mi fa sentire bene e mi fa anche pensare a ogni singolo titolo realizzato con lo stesso team di persone in così tanto tempo".

Le gare di giochi sim racing possono essere chiamate davvero sport oggi?
"Le definizione di cosa sia sport è davvero difficile. Diciamo che le World Series sono la cosa più vicina allo sport reale, perché con un simulatore di guida fai le stesse cose che faresti nelle corse reali".

Ha mai pensato di realizzare un gioco sportivo di corse, magari riferito alla F1 o ai rally?
"In Gran Turismo ci sono  monoposto o auto da rally, ma non ho mai davvero pensato di fare un gioco specifico per la F1 o per i rally".

Qual è la sa macchina preferita di tutti i tempi?
"Domanda molto difficile. Penso che probabilmente potrebbe essere la Ford GT".

Quale macchina usa nella sua vita di tutti i giorni?
"Guido la Porsche 911 GT3, il modello del 2001, la prima GT3 stradale"

Non ha mai pensato di sviluppare un altro gioco di moto dopo quell'unico Tourist Trophy The Real Riding Simulator del 2006?
"Mi piacerebbe pianificare un altro gioco, perché le forme delle moto sono meravigliose. Il fatto è che sono qualcosa che include anche il movimento del corpo del pilota. Facendo un paragone con le auto è qualcosa di esponenzialmente più difficile da realizzare. Richiederebbe un controller specifico, perché non puoi controllare una moto solo con quelli attuali. Sarebbe una nuova sfida".

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