Talento, umiltà e consapevolezza: i tre gradi del "processo" di Kimi
Voti giustamente da primo della classe per il neocampione sia sul piano tecnico che su quello umano
di Stefano Gatti© Getty Images
TALENTO: VOTO 10
Tutto nasce da lì, da un talento naturale germogliato sul terreno fertile, fertilissimo, di una famiglia da corsa. Un indubbio privilegio ma anche una precisa responsabilità. Il fallimento non era previsto, avrebbe generato frustrazione e cucito sulla tuta di Kimi un'etichetta difficile da scrollarsi di dosso. Non è stato il caso ma il rischio era presente. Averlo debellato è un attestato di valore in più.
CARATTERE: VOTO 9
È ciò che gli ha permesso di reggere - ancora minorenne - a pressioni multiple assolutamente fuori dal comune, mentre cresceva come un ragazzo normale per cinque giorni alla settimana e come una promessa del motorsport (italiano prima, internazionale poi) nel weekend. Portare il peso di un destino vincente ha temprato il carattere di Kimi. Spensieratezza e professionalità, responsabilità e leggerezza sapientemente mixate nel contesto di una sfida al mondo che lo vede oggi vincitore (anzi campione) ma che si rinnova fin da subito e lo chiama già ad una conferma.
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QUALIFICA: VOTO 8
Ha sorpreso tutti anche in questo campo, spesso affondando il colpo decisivo solo quando conta: nel time attack finale del Q3, prendendo (e sorprendendo) in controtempo la concorrenza, mettendola così all'angolo quando ormai non c'era più spazio (e tempo, ancora una volta) per rimediare.
PARTENZA: VOTO 7
Ereditata dalla prima e altalenante stagione da pilota titolare, l'attitudine allo start non è venuta da subito naturale a Kimi ma adesso è facile immaginarlo nei nei mesi scorsi, impegnato in estenuanti sessioni di simulatore a Brackley per rimediare a questo punto debole. Missione ancora una volta compiuta. In diverse occasioni il nostro quest'anno si è mosso da manuale allo spegnimento del semaforo.
STRATEGIA: VOTO 9
Capacità di leggere la gara in ogni sua fase e calma assoluta nel prendere decisioni al volo, di concerto con il ponte di comando delle Frecce d'Argento e in particolare con Peter "Bono" Bonnington, nel vero senso del termine il suo alter ego al muretto.
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SPIRITO DI SQUADRA: 10
Concentrato al cento per cento sulla missione vittoria, giustificatamente autoriferito in ogni sua azione in prova e in gara, Kimi non ha mai perso di vista il quadro generale, muovendosi con la leggerezza e il senso di responsabilità di cui sopra nel garage Mercedes, gestendo brillantemente un rapporto - quello con il compagno di squadra e fino ad un certo punto rivale nella corsa al titolo - costantemente a rischio per la natura stessa della competizione. Non era facile, da parte di entrambi, nonostante i ruoli già ben delineati dopo la "manita" di vittorie consecutive della scorsa primavera. Anche per questo il voto alto si estende al buon George.
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RAPPORTI CON I COLLEGHI: VOTO 10
Vengono subito in mente quelli - fin qui ottimi, a sfiorare l'amicizia - con Lewis Hamilton e più ancora con Max Verstappen, ma la buona disposizione di tutti gli altri suoi colleghi a trattare l'argomento Kimi lungo il corso della stagione è la riprova di come Antonelli abbia centrato una missione di portata pari a quella del titolo iridato: entrare in Formula Uno da protagonista (Mercedes oblige) ma con un'umiltà almeno pari al suo talento, che gli ha guadagnato stima e rispetto da parte del gruppo: la vera arma vincente di una stagione irripetibile, anzi no!
MARGINI DI CRESCITA: VOTO 7
E adesso? Basteranno le doti sfoggiate da Kimi nella corsa verso il titolo 2026 per puntare ad aprire un vero e proprio ciclo? Forse non ha senso assegnare un voto preciso a questa voce delle nostre pagelle. E allora, al di là di un bel sette di... incoraggiamento, quali sono i margini di crescita del neocampione, oltretutto muovendo da una "base" così alta? Forse tutto riporta alle radici, al quel concentrato di talento, umiltà e consapevolezza che un mondo duro, spietato e per molti versi arido come quello della Formula Uno proverà ad "allungare" e ad annacquare. In bocca al lupo Kimi, da questo punto di vista l'eventuale bis 2027 avrà un valore doppio e in ogni caso un sapore ancora più speciale.
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