La Francia si gode Payet, il ragazzo venuto dall'Oceano

A 29 anni si è consacrato al calcio internazionale dopo una carriera in chiaroscuro

di LUCIANO CREMONA

Dall'isola di Reunion, nell'Oceano Indiano, alla gloria dello Stade de France. Quella di Dimitry Payet è la prima, bella favola degli Europei. Una storia fatta di fatica, di sbandate, di fallimenti e delusioni, di gol, di punizioni, di applausi e lacrime. L'ovazione dei tifosi francesi dopo il gol vittoria contro la Romania ha ridato a Payet quello che avrebbe potuto prendersi già anni fa, ma che l'incostanza e le bizze caratteriali non gli avevano permesso di ottenere.

Il sinistro con cui ha impallinato Tatarusanu è stato solo il tocco finale ad una partita totale, fatta di accelerazioni, dribbling, giocate, magie (come controllo al volo, ruleta e passaggio no look): ha letteralmente trascinato la nazionale francese, dove Griezmann e Pogba hanno fallito. Va detto che probabilmente senza i forfait di Benzema e Valbuena per il sexy scandalo forsa Payet non sarebbe finito nella lista dei 23. Ma in questa stagione il francese nato al largo del Madagascar ha illuminato più volte Boleyn Ground: i tifosi del West Ham ne hanno apprezzato le giocate e in particolare le sue punizioni, magiche, incredibili. Tanto che in questo momento, con Pjanic, è il miglior esecutore di calci piazzati al mondo.

Traiettorie imparabili e impensabili, come quella contro la Romania, come quella della sua vita. A 12 anni si trasferisce in Francia, nelle giovanili del Le Havre. Non è a suo agio, la Francia non è la sua casa. Torna sull'isola, gioca sempre a pallone, con talento. Nel 2005 ci riprova, col Nantes: le regole dell'accademia sono rigide, dopo gli allenamenti fa il commesso. Il primo vero salto di carriera avviene nel 2007, quando va al Saint-Etienne, dove nel 2010 balza alle cronache per una rissa con Matuidi (compagno allora e attualmente in nazionale): 4 stagioni, l'ultima la migliore. Passa al Lilla, nella squadra, disputando la Champions (sfidando anche l'Inter) con Joe Cole e Hazard. La prima esplosione arriva grazie a Rudi Garcia, che lo trasforma in uomo squadra e uomo assist (12 gol e 12 assist). Nel 2013 il Marsiglia lo acquista per 11 milioni, ma la stagione della consacrazione è il 2014-2015: Bielsa punta su di lui, Payet lo ripaga con gol e assist a ripetizione (7 reti, 16 assist).

Il West Ham lo acquista la scorsa estate per 15 milioni di euro. In Premier chiude con 9 gol, le sue punizioni sono cliccatissime su Youtube. Calcia di destro, ma il sinistro è altrettanto letale. La sua capacità principale è quella di dare vigore alla manovra offensiva in pochi attimi, già dal momento in cui riceve il pallone. La sua autostima è cresciuta, e si è tradotta in una sicurezza nelle giocate. Dribbling, tiro da fuori, assist: a 29 anni Payet si è completato, la Francia difficilmente farà a meno di lui. In fondo, per uno che arriva da una remota isola dell'Oceano diventare Re di Francia per una notte val bene un pianto in diretta mondiale.

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