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La memoria del ghiaccio: dalle Alpi all’Antartide

Missione Ice Memory: il ghiaccio più antico delle Alpi è conservato in Antartide

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I ghiacciai delle Alpi sono in grande sofferenza. La previsione è piuttosto drammatica: entro il 2100 si scioglieranno completamente. Una catastrofe non solo per l’ambiente, infatti il ghiaccio è memoria. Analizzando i campioni si può leggere la storia, ecco perché è nato “Ice Memory”, programma internazionale che ha l’obiettivo di fornire per le decadi e i secoli a venire archivi e dati sul clima e dell’ambiente.

Il tutto grazie a una “Biblioteca dei Ghiacci” in Antartide, una caverna specifica sotto il controllo di una fondazione internazionale dove verrà conservato il ghiaccio più antico dell’arco Alpino. La missione sul Monte Rosa ha permesso di prelevare due carote di ghiaccio superficiali e due profonde oltre 82 metri. Nel segmento più vicino alla roccia il campione potrebbe contenere informazioni sul clima e l’ambiente fino a 10.000 anni fa. Generazioni, storia, popoli e aria di questi valli e di queste cime racchiusi in sezioni di ghiaccio che sembrano parlare. Le carote di ghiaccio rinchiuse in casse termiche sono volate via lontano da dove sono sempre state, come prese in braccio di corsa nella notte per un pericolo imminente che, in questo caso, si chiama cambiamento climatico.

La missione “Ice Memory” è stata organizzata dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Università Ca' Foscari di Venezia in collaborazione con il Centro di Ricerca Svizzero PSI ed è stata portata a termine con successo nonostante le condizioni molto dure con giorni di vento forte e neve a 4.500 metri di quota. Un progetto che coinvolgerà quelli che oggi sono bambini e un domani diventeranno scienziati impegnati a studiare ciò che la natura, a differenza nostra, conserva amorevolmente.

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