LE PAROLE

Nazionale, Jorginho: "Il Pallone d'Oro è un sogno. Felice di aver scelto l'Italia"

L'azzurro: "Il cambiamento di stile di gioco è un grande merito per Mancini"

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"Il mio errore dal dischetto? Era tutto organizzato. Sapevo che Donnarumma l'avrebbe parato l'ultimo... Voglio sempre aiutare la tua squadra nel migliore dei modi, do sempre tutto quello che ho, purtroppo a volte non basta. Ho finito per sbagliare il rigore, e in quel momento sono stato assalito dalla tristezza. Per fortuna abbiamo un fenomeno in porta che è riuscito a salvarmi". Così Jorginho, centrocampista della Nazionale italiana campione d'Europa, in un'intervista al canale brasiliano 'Sport Tv'. L'italo-brasiliano ha raccontato i 'segreti' dello strepitoso cammino degli azzurri: "Il cambiamento di stile di gioco è un grande merito per Mancini. È stato molto intelligente nel riconoscere le caratteristiche dei giocatori e adattare il gioco a queste caratteristiche. C'è molto della sua mano", ha spiegato il giocatore del Chelsea. "Noi abbiamo sentito molto l'inno, questo e' un gruppo molto speciale. È un gruppo umile che ha lavorato molto, nel quale ognuno fa il tifo per l'altro. Sapevamo che questa competizione era molto importante per la ripresa della Nazionale".

afp

Una squadra che aveva toccato "il fondo nel 2018, non qualificandosi per il Mondiale in Russia. Quando questo nuovo progetto e' iniziato con un nuovo allenatore e un nuovo progetto, molte persone non ci credevano", ha continuato Jorginho. "C'erano giocatori giovani, varie situazioni. Ci siamo uniti, credendo nel progetto e credendo l'uno nell'altro. Quando tutti guardano nella stessa direzione, il risultato arriva. E il Paese è esploso. La festa a Roma - ha aggiunto - è stata una cosa indimenticabile. Vedere la gente che tifa e tifa con noi, è davvero molto emozionante. Lo dico di cuore, amo questo paese. Questo Paese mi ha adottato, e io ho questo Paese nel cuore".

Il centrocampista ha poi spiegato la scelta della maglia italiana: "Non appena mi è arrivata la convocazione, ho accettato subito. Onestamente ho visto la nazionale brasiliana come qualcosa di lontano. Sono cresciuto in Italia e l'Italia mi ha aperto le porte: non ci ho pensato due volte. Dopo l'Under 21, avevo giocato solo amichevoli con la Nazionale maggiore. Poi - ha continuato - è arrivata la convocazione per il playoff con la Svezia, e anche in quel periodo il Brasile mi ha cercato. E' stato un momento molto complicato. Edu Gaspar mi disse: 'Jorge, stiamo pensando di chiamarti, ma non posso garantire nulla. So che è difficile, parla con la tua famiglia'. Ho parlato molto con la mia famiglia e non mi sentivo bene dopo tutto quello che ho passato quando sono arrivato in Italia. Sentivo che l'Italia aveva bisogno di aiuto. Quando io ho avuto bisogno di aiuto, l'Italia mi ha aiutato, mi ha abbracciato e mi ha aperto le porte. Non mi sentivo a mio agio a voltare le spalle all'Italia in quel momento. Il mio cuore ha detto 'No, l'Italia ha bisogno di te'. Quindi ho fatto quella scelta e sinceramente ne sono molto contento".
Sul sogno Pallone d'Oro, ha commentato: "Viviamo per i sogni. Ma sarò abbastanza onesto, se parliamo di abilità, sono consapevole di non essere il migliore al mondo. Il criterio riguarda il numero dei titoli, nessuno ha vinto piu' di me come giocatore quest'anno. Come mi confronterò con Messi, Cristiano Ronaldo o Neymar? Hanno caratteristiche completamente diverse, ma dipende dai criteri", ha concluso. 

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