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Orca, l’impianto che mangia CO2 e la trasforma in pietra

Il suo nome significa “energia” ed è il più grande impianto di stoccaggio di anidride carbonica al mondo

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Un mese fa in Islanda è stato inaugurato il più grande impianto al mondo per l’aspirazione di anidride carbonica. Il suo nome è Orca, che in islandese significa “energia”. Progetto e produzione sono stati affidati alla società svizzera Climeworks, affiancata dalla Carbfix, società che ha sede nella capitale Reykjavík.

Il funzionamento di Orca è apparentemente semplice: i bocchettoni ventilati assorbono la CO2 dall’atmosfera, che successivamente viene passata a un collettore. Quest’ultimo, una volta colmato, è sigillato. Poi viene aggiunta acqua e la miscela ottenuta è spinta attraverso un condotto a oltre un km di profondità, dove subisce un processo di mineralizzazione, diventando di fatto roccia.

Nelle intenzioni di chi lo ha progettato, l'impianto a pieno regime dovrebbe arrivare a smaltire 4000 tonnellate di CO2 ogni anno. Una cifra impressionante ma che corrisponde appena alla CO2 prodotta da 800 automobili nell'arco dei 12 mesi. Per ora i costi di gestione dell'impianto sono elevatissimi: si parla di 650 euro per ogni tonnellata di CO2 smaltita, che in un anno porta alla spesa complessiva a 2.600.000 euro. Ma si tratta comunque di un primo e fondamentale passo per contribuire alla riduzione di anidride carbonica della nostra atmosfera.

Attualmente al mondo sono 15 gli impianti di aspirazione operativi. Tutti assieme riescono a estrarre meno di 10.000 tonnellate di CO2. L'indicazione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia ha posto come obiettivo quello di arrivare a 1 miliardo di tonnellate l'anno, entro il 2050. Cifra indispensabile per contrastare il cambiamento climatico.

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