Tennis, rivoluzione in Coppa Davis

Finale in campo neutro e a 18 squadre, tutte le modifiche della riforma

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Giornata storica per il tennis ad Orlando, dopo 118 anni cambia il formato della Coppa Davis. La riforma della competizione, la più antica e prestigiosa a squadre, voluta dal presidente dell'ITF David Haggerty è stata approvata al meeting in USA sul filo di lana con il 71% dei sì sui due terzi dei voti necessari (67%). Tra le modifiche più importanti il coinvolgimento di 18 squadre in finale e la disputa della stessa in campo neutro in Europa.

A dare parere positivo alla riforma sono state Francia, USA, i paesi africani e dell'America Centrale e i Caraibi oltre che Argentina, Brasile, Canada, Paesi Bassi e Belgio. Muro di Gran Bretagna, Germania e Australia, ma a nulla è servito il loro "no".

Tra le modifiche del formato, oltre quanto citato precedentemente, l'istituzione delle qualificazioni a 24 squadre a febbraio con tie in casa e trasferta (le vincenti accederanno in finale, le perdenti nei gruppi zonali) e la retrocessione ai gruppi zonali delle 17esime e 18esime qualificate in finale. Chi si qualificherà, invece, tra la quinta e la 16esima posizione tornerà alle qualificazioni. I tie disputati in finale consisteranno di due singolari e un doppio, giocati in giornata, mentre i tie disputati nei gruppi zonali 1 e 2 saranno 4 singolari e un doppio, giocati in due giorni differenti. Infine, i match di singolare e doppio a tutti i livelli saranno al meglio dei tre set, con tie-break al set finale.

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