Superbike: Sykes-Rea, è guerra in Kawasaki

Si sono a mala pena sopportati, l'anno scorso. Ora l'ipocrisia si fa da parte e l'odio (agonistico) piomba tra i verdi

di RONNY MENGO

Sykes e Rea

Si sono a mala pena sopportati, l'anno scorso, tipo i primi tre giorni di convivenza. Sykes il padrone di casa, Rea il nuovo arrivato di belle speranza: gran sorrisi, grandi amici, mmh. Poi, il solito poi da convivenza in un box: il nuovo arrivato va come un tuono e il padrone di casa dalla casa vorrebbe cacciarlo con le cattive. Fino a oggi. Uno scontro vero, bastardo, al limite della correttezza. Con Tom che all'indole da velocissimo taglialegna aggiunge un lato diabolico che gli fa partire una scintilla nello sguardo. Sempre più Jigen: taciturno e sulle sue, ma con un colpo in canna che levati. "Non passi. In caso ci stendiamo in due" è quello che gli frullava sotto il casco e tac: Rea battibile e battuto. Perfetto.

Perché ora l'ipocrisia si fa da parte e l'odio (se volete aggiungeteci "agonistico") piomba tra i verdi, pronto a fare da filo conduttore per tutta la stagione. Perfetto per lo spettacolo, perfetto per la Ducati che tra l'altro si affaccia al prossimo appuntamento con i bioritmi alti incastonati nel Motorland di Aragon, dove Davies ha firmato la prima vittoria della storia della Panigale in Sbk e dove le rosse, a differenza di Buriram, hanno tutte le caratteristiche tecniche per puntare a vincere. Vincere, senza giri di parole. Ma torniamo ai Kawasaki per dire che la tensione si avverte già solo se ci passi davanti a quel box: Sykes vuole ricordare al paddock che è un campione del mondo, Rea che quel campione del mondo ha strapazzato per tutto il 2015, Phillip Island 2016 e gara 1 qui in Thailandia... C'è tensione anche tra le squadre ed è teso anche chi entrambe le squadre deve gestire. Similitudini con i momenti Sykes-Baz? Non proprio: lá c'era un giovane cane sciolto senza timori reverenziali nei confronti del pilastro del team, qui ci sono due campioni del mondo rispettivamente convinti di essere la faccia da attaccare al marchio per evidenti meriti sportivi. Perfetto per avere delle sane sportellate in pista e meno abbracci e baci nei parchi chiusi.

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