Superbike, si inizia: tutti all'assalto di Rea

Nel weekend, in Australia, il primo appuntamento del mondiale

di ALBERTO PORTA

Rea, Lapresse

Nel solito alternarsi di sole, nuvole, caldo e freschino scivola via un giovedì di vigilia che "sembra" uno dei tanti a Phillip Island. Le virgolette sono necessarie perché sono in parecchi ad avere dubbi e incertezze su come sarà la prima sfida della Superbike 2016. Gli ultimi test sulla pista australiana, secondo i più attenti osservatori, non hanno raccontato tutte le verità, anche se le sorprese positive (Honda e soprattutto Yamaha) fanno sperare in ventate di aria nuova. Le dichiarazioni sono tutte improntate al: ma che bello, si ricomincia, fantastica pista questa, non vedo l'ora di far cantare il motore e via dicendo, in totale relax. Ma l'ansia da prestazione (motociclistica, ovviamente) sta montando, e c'è un segnale più forte degli altri. Con il sorriso di sempre ma con quel piccolo di veleno che sotto sotto lo contraddistingue, il campione del mondo Jonathan Rea fa notare che il nuovo carattere del motore della sua Kawasaki è un bel caratterino, poco trattabile soprattutto a gomme consumate, roba che invece piace molto al socio di Box Tom Sykes, che non si vedeva così allegro da molto. In Ducati c'è aria serena lato Giugliano, che pende dalle labbra dei suoi nuovi responsabili tecnici, mentre Chaz Davies dopo il volo nei test sembra un po' guardingo. Nicky Hayden scopre il nuovo mondo con l'entusiasmo di un bambino, Jordi Torres è meno giocherellone del solito perché ha un buco enorme nel gomito sinistro. Al team Ioda c'è fermento perché tutto si è arrangiato in pochi giorni. Alex De Angelis, ancora in recupero fisico dall'incidente, si è steso nei test e soffre qualche botta, mentre Lorenzo Savadori scopre che Phillip Island, 6 anni dopo l'ultima apparizione in 125, è molto difficile da affrontare con 190 cavalli in più sotto il sedere. Adesso la parola passa al cronometro, dal primo turno saranno solo verità, sentenze. Con tutti gli appelli possibili, per carità, ma sempre sentenze. Nell'attesa, ecco alcune dichiarazioni.

LE DICHIARAZIONI

JONATHAN REA
"Dopo un inverno così bello, con i festeggiamenti e la nascita del secondo figlio, sono tornato al lavoro con tanta voglia. Hanno lavorato parecchio in Kawasaki, ma il motore mi sembra un po' troppo brusco, soprattutto quando le gomme calano. Devo adattarmi, mentre il mio compagno ha uno stile di guida perfetto per questo".

TOM SYKES

"I test sono stati un po' strani per via delle condizioni meteo mutevoli. Il mio tempo è venuto comunque con facilità e soprattutto sono andato forte con ogni temperatura. Mi sento rilassato".

DAVIDE GIUGLIANO
"Sono pronto. Nei test ho fatto tanta strada con gomme usate, Aligi Deganello mi ha convinto dell’importanza di questo metodo. Mi ha fatto bene anche la piccola vacanza australiana prima di venire qui".

CHAZ DAVIES
"Sarà una sfida interessante. Noi abbiamo fatto dei passi in avanti. Bisognerebbe riuscire ad essere subito vincenti, credo che abbiamo buone possibilità".
NICKY HAYDEN
"Sono felice per questa opportunità, devo capire ancora molte cose ma alla fine si tratta sempre di guidare una moto, cosa che credo di saper fare abbastanza bene…".

SYLVAIN GUINTOLI
"Quello della Yamaha è un progetto interessante. Siano andati in pista a novembre e da allora abbiamo fatto tanti progressi. La moto mi piace molto ma dire quando arriveranno risultati importanti non è facile, probabilmente da metà stagione in poi. Intanto, iniziamo a divertirci".

ALEX DE ANGELIS

"Non ci voleva quella caduta. Forse dovuta al brusco intervento del freno motore. Sulla "mia" pista, dove ho vinto e fatto podi, non posso certo ambire a grossi risultati, diciamo che le prime gare saranno i test che in inverno non ho fatto".

LORENZO SAVADORI
"Mi ricordavo solo da che parte girava la pista. Il resto, tutto nuovo, la moto, le gomme, l'asfalto. Devo solo imparare, passo dopo passo, non voglio fare errori, solo tanta strada".

JORDI TORRES
"Dal buco nel gomito mi hanno tolto terra, ghiaia, si vedeva l'osso. Chiaro che non sarò in perfette condizioni. Peccato perché stavo cominciando a capire la potenzialità della BMW".

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