Superbike, Melandri su Ducati: giorno-2 soddisfacente

Settanta giri a Misano per prendere feeling con la moto e una posizione da affinare

di RONNY MENGO

foto twitter

Il secondo dei tre giorni scivola via senza problemi. 70 giri totali, come ieri, 5/6 a uscita, l'occhio non tanto sul cronometro - i tempi sono più alti di un secondo e mezzo rispetto ai 34 alti degli ufficiali - quanto sulla posizione in sella da affinare ("In alcuni punti non mi trovo ancora e non riesco a focalizzare quale sia la parte della moto da ritoccare, tra pedane, manubrio.."), sulle geometrie, le lunghezze, altezze, rigidità, trasferimenti di carico, insomma un po' tutto ma del resto a questo serve essere qui a Misano a 6 mesi dal febbraio della prima gara 2017.

Melandri continua a essere soddisfatto del carattere del bicilindrico - una delle novità tecniche per lui -, la ciclistica dice è reattiva e nervosa come si aspettava che fosse, gli automatismi quelli devono tornare con calma, dribblando i dolorini che iniza ad avvertire dopo un anno e mezzo di pausa. Ci sono i consigli dei tecnici da seguire, sottolinea lo stesso Marco, tra questi Michele Gadda, con il quale ha già lavorato (avendo un gran feeling) e che ora fa parte del team di Davies.

Il 33 ha potuto sfruttare la contrattura alla schiena che ha costretto Chaz a trascorrere questo martedì tra massaggi e terapie...per il futuro si vedrà, anche se in Ducati chiariscono che il 33 erediterà la squadra di Giugliano. Per il resto si tratta di un lavoro di sgrossamento e adattamento, come confermano i crono piuttosto altalenanti tra uno e l'altro durante lo stesso run. Non devono avere fretta in questa fase perché è molto delicata, così come sarà fondamentale - sussurrano ai box - avere poi un punto di riferimento come sarà Davies, uno che guida la Panigale al limite e oltre, ormai da tempo.

Riferimento che mancò ad esempio nei primissimi momenti Aprilia (Guintoli era infortunato) e la cosa Melandri la pagò per tutta la prima parte della stagione. E poi, e poi ci sarà da adeguarsi al caratteraccio della Ducati, all'assenza di telaio, al mono particolare, in una parola alla sua natura. Senza dimenticare che poi a questa, alla Panigale, andrà aggiunto quel quid umano necessario per pensare di impensierire le Kawa. Ma corriamo troppo, per il momento siamo agli inizi, alle presentazioni ufficiali. Tempo ce n'è, ma vola in un attimo.

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