Il tappeto verde di Eddi

Più che il cordolo bagnato, è forse stato il tappetino sintetico a innescare la caduta di La Marra

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GUIDO MEDA

Il tappeto verde di Eddi

Sul tappeto verde una volta uno ha buttato tutti i suoi soldi. Ha vinto molto. Gli è cambiata la vita. Sul tappeto verde una volta un altro ci messo la ruota dietro, che ha cominciato a scivolare impazzita. La moto l'ha lanciato su fino alle nuvole più morbide e poi di nuovo giù, nel punto in cui l'asfalto è più duro. E non ha vinto niente. Anzi, ha perso. Ha perso, pensa te che paradosso, l'opportunità di vincere. Vedi te cosa simboleggia il tappeto verde.

Eddi La Marra, che ieri è andato su fino alle nuvole e poi giù di testa sull'asfalto ora sta all'ospedale di Cesena. Alessia Polita, pensa te che paradosso, essendo la sua fidanzata, da assistita con grande amore è passata ad assistere con grande amore il suo pilota a cui hanno messo le mani nella testa. Fuggita da Montecatone, è lì a raschiare un'altra volta il fondo di un barile che sembrava essersi vuotato tre mesi fa. Salvo poi trovarlo, pensa te che paradosso, pieno della sua forza immane. Alessia ha avuto forza, ha preso forza da Eddi e adesso dà forza a Eddi, in un interscambio amoroso perverso e crudele ma solido come una saldatura. Vedi che paradossi.

Intanto, fuori dall'ospedale si discute di Marquez e di Rossi. Chi si avventura nella vicenda di Eddi e Alessia lo fa dicendo a capocchia che il circuito di Misano è pericoloso, che il cordolo era bagnato, che Alessia ed Eddi sono caduti alla stessa curva. Ma non è vero. Son caduti in due punti diversi, distanti tre chilometri, perchè a fare quel mestiere lì si può cadere e cadendo ci si può fare molto male. Il che vale, come vedete, anche per i professionisti. Gente che non se la va a cercare per forza e che, molto più di noi, sa esattamente cosa fare e come controllare l'imprevisto. Piloti, non scimmie o fenomeni da baraccone. Piloti, non esseri spregiudicati con una fame di adrenalina immotivata. Anche chi realizza e omologa i circuiti sa quello che fa.

A Misano è piovuto l'altro ieri sera, ma ieri mattina era asciutto, con qualche chiazza di bagnato qua e là, di quelle a cui fare attenzione. Mettendo la terza alla curva sei e aprendo il gas, è plausibile che la ruota posteriore di La Marra alle prese con la Ducati Superbike, abbia sconfinato il limite del cordolo finendo sulla tratto di erba sintetica che dà inizio alla via di fuga. Ecco, non ne ho la certezza, ma mi pare plausibile che più che il cordolo bagnato (il cemento e le vernici dei cordoli asciugano alla svelta come l'asfalto) sia stato il tappetino sintetico verde ad innescare quello spinning totale ed improvviso che l'acquisizione dati della Ducati dimostra inequivocabilmente. Tra un filo e l'altro di quell'erbetta falsa come Giuda l'acqua si annida, poi resta per un po'. E voli via. Anche un professionista vola via. Uno che sa quello che fa.

Gli unici a non sapere quello che fanno siamo noi. Noi, voi; quelli che amano farsi chiamare smanettoni, a cui pare che la spesa di euro quindicimila per una supersportiva di grido dia la patente per sentirsi invincibili guerrieri della pista e della strada. Una boiata tremenda. In pista, tra smanettoni, sarebbe bene evitare di giocare a prendersi la scia, di staccare al limite, di sottovalutare le bandiere, di fidarsi dell'elettronica, di bere una birretta che tanto cosa vuoi che sia, di montare in sella con il mal di testa, la gomma stracciata, la tuta di dieci anni fa, il casco caduto trenta volte ma tanto era dal tavolo. Evitare di farlo, altrimenti evitare di andare in pista. Sulla strada poi non mi pronuncio. Quella è tutta un tappeto verde e i numerini su cui giocare sono fottutamente pochi. vedi te che paradossi.

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I VOSTRI COMMENTI

uppo65 - 29/08/13

Never79 hai proprio ragione ...tifo calcistico
i motori, due o quattro ruote, sono altra cosa, ho corso dal 1990 al 2005 e non ho mai sentito una virgola fuori posto ne fra noi piloti e nemmeno fra quei quattro che venivano a vederci, solo tanto rispetto e tanta Amicizia..
..in bocca al Lupo Eddi
e....Grande Guido Meda...scrittore di articoli veri, carichi di sensibilità e di cognizione di causa

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Never79 - 29/08/13

una lettera di insegnamento a tutti quei finti smanettoni che popolano questo blog.quelli che deridono rossi quando cade.che non si preoccupano dei piloti delle retrovie.che guardano le corse sperando di vedere un incidente.che sanno tutto delle motogp sbk e non sanno manco l'esistenza del cambio rovesciato e xche' si usi.potrei aggiungere molto altro.la conferma che la loro non e' una vera passione ma solo uno sfogo "calcistico" sono la quantita' di commenti scritti qui.guarisci presto eddi!!!

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desmo1199r - 29/08/13

bella critica costruttiva. per la prima volta sig. meda mi trovo pienamente in sintonia con il suo articolo. con la vita non si gioca e soprattutto per essere rispettati ci vuole più rispetto, anche per i piloti, per tutti i piloti. perché chi ama davvero il motociclismo non fa distinzioni. visto che il rischio è lo stesso, per tutti.

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