Superbike: Eugene Laverty vince Gara 2 a Portimao

Guintoli è 2° davanti a Rea, mentre Checa chiude al 6° posto. Cade e spreca Sykes, Melandri 12° con la gomma posteriore ko

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MATTEO CAPPELLA

Laverty a Portimao foto Aprilia

Eugene Laverty (Aprilia) trionfa in Gara 2 a Portimano, approfittando della caduta di Sykes (Kawasaki), e del problema alla gomma posteriore che rallenta Melandri (BMW), 12°. Guintoli 2°, firma la doppietta Aprilia, e prende il largo in classifica con 213 punti. Rea (Honda) completa il podio davanti a Baz (Kawasaki), Davies (BMW) e Checa (Ducati, 6°). Chiudono la top ten Cluzel (Suzuki), Badovini (Ducati), Giugliano e Fabrizio entrambi su Aprilia.

La seconda manche di Portimao si apre con un colpo di scena. Tom Sykes cade rovinosamente prima ancora di schierarsi sulla griglia di partenza. Non una semplice scivolata, ma un botto in piena regola che lascia danni pesanti sulla Kawasaki. L'inglese però non molla (nonostante l'assistenza poco convinta dei commissari) e riesce a riportare la ZX-10R ai box, in tempo per una veloce riparazione. I meccanici fanno il miracolo, ma quando la gara parte e Tom scatta dalla pit-lane, si accorge subito che qualcosa non va. Quindi di nuovo in corsia box per un ulteriore messa a punto, per poi tornare in pista, arrabbiato quanto basta per firmare il nuovo giro veloce della gara in 1:42.475. Dimostrazione amara del potenziale sprecato.

La corsa intanto vede Laverty scattare come un fulmine e portarsi subito al comando, seguito da Rea e Melandri. Il ravennate non riesce però a replicare la spettacolare prestazione di Gara 1, ritrovandosi a cedere posizioni agli inseguitori. La causa è un evidente problema alla gomma posteriore, che letteralmente si distrugge e perde pezzi ad ogni passaggio. Marco è stoico a resistere fino alla fine, portandosi a casa un 12° posto che vale almeno 4 punti.

Con i due big fuori dai giochi, Laverty gestisce la corsa, prendendo giusto i metri di margine necessari per evitare che gli inseguitori si facciano pericolosi. Ovvero Rea e Guintoli, che nel finale si scambiano le posizioni, con l'inglese di Honda che nemmeno può sognare di resistere all'attacco del francese dell'Aprilia. Dietro Checa prova in tutti i modi ad andare a prendere la Kawasaki e la BMW che lo precedono, ma deve accontentarsi di un 6° posto che comunque fa poco morale. In particolare vedendo che Badovini riesce a risalire fino all'ottava piazza, ma con Cluzel piazza ancora la Suzuki tra le due Rosse.

Infine sono costretti a remare nelle retrovie Giugliano e in particolare Fabrizio, che nonstante l'impegno in sella alla RSV4 devono rassegnarsi a prendere circa 40 secondi dall'Aprilia Factory ufficiale. Quella che consente a Guintoli di guidare la classifica iridata, precedendo Sykes fermo a 185 punti e seguito da Laverti a 174, poi Melandri a 156. Il prossimo round da non perdere sul tracciato di Imola, nel weekend del 30 giugno.

Portimao - FIM Superbike World Championship - Race 2

1. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 38'02.051
2. Sylvain Guintoli (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 38'06.158
3. Jonathan Rea (Pata Honda World Superbike) Honda CBR1000RR 38'07.904
4. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 38'17.357
5. Chaz Davies (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 38'19.603
6. Carlos Checa (Team Ducati Alstare) Ducati 1199 Panigale R 38'20.417
7. Jules Cluzel (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 38'31.443
8. Ayrton Badovini (Team Ducati Alstare) Ducati 1199 Panigale R 38'40.410
9. Davide Giugliano (Althea Racing) Aprilia RSV4 Factory 38'41.372
10. Michel Fabrizio (Red Devils Roma) Aprilia RSV4 Factory 38'46.654
11. Max Neukirchner (MR-Racing) Ducati 1199 Panigale R 38'47.390
12. Marco Melandri (BMW Motorrad GoldBet SBK) BMW S1000 RR 38'47.480
13. Federico Sandi (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 39'18.361
14. Alexander Lundh (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 39'18.426
15. Vittorio Iannuzzo (Grillini Dentalmatic SBK) BMW S1000 RR 39'20.354
16. Ivan Clementi (HTM Racing) BMW S1000 RR 39'26.310
NC. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 38'22.688
RT. Leon Camier (Fixi Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 19'11.662 

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I VOSTRI COMMENTI

nandop6 - 10/06/13

Alla Ducati SBK non ci vuole tempo ma un altro telaio come hanno fatto in MotoGP e in MotoGP devono cambiare la struttura del motore che secondo me è il grosso problema.

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stilix - 10/06/13

Toff26 - Al di là del talento (melandri, Max, Checa sono andati subito forte) la SBK, come le altre categorie, sono un mondo a parte. Sofoglu fuori dalla SS non và, Pasini una volta passato alle 4 tempi ha fatto pena, Crutclow va forte anche in motoGp. Questo per dirti che con moto che vanno un po' "piano" magari alcuni piloti riescono a tirare fuori potenzialità altrimenti inespresse. Anche Max ci ha messo 4 anni prima di vincere un mondiale e non si può dire che sia un "fermo"

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stilix - 10/06/13

grandecaseypducati.Evidentemente la motogp del 2005/2006 guidata da Loris era diversa dalla motogp 2007, altrimenti , come aveva vinto prima, avrebbe continuato a farlo.Nonostante tutto, con le gomme dedicate e il motore eccezionale è pur riuscito a fare podi di Hayden in 5 anni.Non so se era x la rigidità del telaio o altro ma l'unico che riusciva a guidarla era Casey. Il problema è che le Jap sono andate avanti e la Rossa si è fermata, non so se per soldi o per "arroganza ingegneristica".

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grandecaseypducati - 10/06/13

sia come elettronica che come materiali usati ,sono moto troppo al limite e evidentemente sulla panigale che è un progetto rivoluzionario ci vuole piu tempo del normale .poi parliamoci chiaro ragazzi come moto di serie la panigale è una moto esclusiva e super tecnologica e facilissima da guidare e quelli che hanno i soldi per comprarla penso che non gliene frega un bel niente se è in difficoltà in sbk di fatto già lo scorso anno ne hanno vendute una marea nonostante il prezzo.

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