Le lacrime e la mistica: Conte traccia la via di un'Italia ritrovata

Ora tocca a Ventura. Il commento sulla conclusione dell'avventura in azzurro del ct

di PEPE FERRARIO, nostro inviato a Montpellier

Le lacrime e la mistica: Conte traccia la via di un'Italia ritrovata

Un lungo silenzio rotto da un applauso spontaneo. Il condottiero ha lasciato spazio all'uomo, all'uomo che si commuove, che non trova le parole, che ripensa a quanto fatto e a quel che per un nonnulla non è stato, alle difficoltà superate e a quelle che ora lo attendono. Il ct Conte diventa allora semplicemente Antonio nel giorno dei saluti a Casa Azzurri a Montpellier e quella voce rotta dal pianto lascia spazio a un timido sorriso quando la platea gli tributa il giusto omaggio.

Un attimo e poi rieccolo il condottiero. I ringraziamenti di rito prima, nessuno escluso, l'orgoglio poi. Battuto sul campo dai campioni del Mondo ma non sconfitto. Lui come i suoi ragazzi, la sua truppa. Un lavoro durato due anni che ha ricostruito una Nazionale uscita con le ossa rotte dalla spedizione brasiliana. Due anni non facili per tutti, anche per chi ha dovuto lavorare al suo fianco perché "sono una persona non semplice" ha riconosciuto Conte. Però una persona vera, addirittura "mistica" secondo il presidente federale Tavecchio.

Conte saluta allora l'Italia, l'Italia che oggi fa rientro a casa. Saluta lasciando una traccia. Con l'augurio sincero a Ventura perché sappia e possa continuare a percorrerla. Il suo, però, non è una addio ma "solo un arrivederci". In bocca al lupo, mister.

TAGS:
Conte
Italia
Euro 2016