Euro 2016, i riti dell'Italia prima della sfida di Bordeaux

Quella targa e quelle armi da forgiare a Burdigala...

di PEPE FERRARIO, nostro inviato a Bordeaux

Italia, Lapresse

Burdigala, ovvero la città dove si lavorava il ferro, dove si forgiavano le armi. Così i romani battezzarono e chiamarono quella che oggi è la splendida Bordeaux. E così si chiama l'hotel dove l'Italia ha deciso di passare le ore che la separano dalla sfida di questa sera. È lì che Antonio Conte sta forgiando le proprie armi per una partita che dovrà essere "super-straordinaria".

Nulla, come sempre, viene trascurato. Compresa la ritualità dei gesti che ha la sua centralità in giornate come questa. E allora, lo abbiamo visto, sempre il ct e Buffon in conferenza stampa alla vigilia; sempre la stessa colazione la mattina del match, alla stessa identica ora prima della seduta video sempre della medesima durata temporale. E poi... E poi sempre quella targa... Quale? Quella del pullman che nelle giornate in cui si gioca alle 21 accompagna gli azzurri alla rifinitura mattutina prima e allo stadio poi: targa belga in occasione della sfida coi i Diavoli Rossi a Lione e targa tedesca oggi a Bordeaux prima dei quarti coi campioni del Mondo.

Un'inezia? Può anche essere, ma meglio non interrompere la tradizione. E poi, ancora, stessa ritualità nell'ingresso in campo nel walk around della vigilia (perché l'Italia si allena sempre la mattina prima del match e non fa rifinitura allo stadi) e non ultimo quel discorso che a turno un giocatore è chiamato a fare ai compagni nello spogliatoio.

Giorni fa, Mattia De Sciglio ci disse: "A me non è ancora toccato ma se mi dovesse succedere a Bordeaux userei poche parole: rabbia, amore, forza, sacrificio e determinazione". Chissà che non gli tocchi stasera, dopo aver forgiato le armi a Burdigala.

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