Olanda, potenza da ricostruire

Difesa e Van Persie tra le delusioni

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Sneijder e Robben, foto Afp

Ci vorrebbe una colonna sonora di quelle tristi, lente, gioco forza malinconiche. Un suono che accompagni l'Olanda, con un po' di magone, fuori dall'Europeo. Cacciata dalla via principale e con la porta sbattuta dietro le spalle. Un calcio alle convinzioni dei tifosi oranje che nel giro di pochi mesi sono passati dall'essere 'quasi' campioni del Mondo ad aver scritto in fronte il ruolo di favorita per questo Euro 2012. E invece no, fuori con tre sconfitte in altrettante gare, nonostante Van Persie, Huntelaar, Sneijder e tutti gli altri. Tutti deludenti, Van Marwijk incluso.

A dirigere, male, la stonata orchestra olandese è stato proprio Van Marwijk, per tutti il "suocero di Van Bommel" dopo questo Europeo. Un insieme di strumenti da collezione pregiata accordati male e, soprattutto, irriconoscibili. Il volto del ct olandese dopo la sconfitta col Portogallo, la terza consecutiva in altrettante gare, raccontava di un'incredulità per la pochezza dell'Olanda vista in Ucraina. Un insieme di fenomeni da centinaia di milioni di euro spazzati via con irrisoria e impensabile facilità. Uno macchia difficile da lavare via ma anche spiegabile nella pochezza tattica della selezione arancione.

Un insieme di solisti, o figurine, non fanno una squadra. Proprio la collaborazione è mancata completamente nel gruppo olandese che poteva vantare contemporaneamente il capocannoniere di Premier League, Van Persie, quello di Bundesliga, Huntelaar, più Sneijder, Robben, Afellay e Van der Vaart. Decine di gol e giocate spettacolari in giro per l'Europa, poche anzi pochissime a Euro 2012 col bottino finale di soli 2 gol, alla fine completamente inutili. Non a caso Van Persie prima, Afellay e Van Bommel poi e Huntelaar e Robben per finire, sono finiti sotto accusa tra i quotidiani sportivi olandesi. Troppe le occasioni sbagliate, troppo molli le convinzioni di portare avanti una causa nazionale fino alla finale. Ce n'è per tutti.

A mancare completamente però è stata la fase difensiva. Una linea a quattro, quella di Van Marwijk, da mani nei capelli per movimenti, contrasti e tempi di chiusura. Con la Danimarca, è vero partita sfortunata da 28 tiri a due, la rete decisiva di Krohn Dehli è passata in secondo piano per le accuse al reparto avanzato. L'assetto però non è cambiato e contro Germania e Portogallo alla fine le imbarcate non sono arrivate solo per coincidenze. La fotografia perfetta la recita il tabellino del match contro i lusitani: due gol di Cristiano Ronaldo in pratica solo davanti al portiere, decine di parate di Stekelenburg, due pali per CR7, un'occasione d'oro a testa fallita da Postiga e Nani. E' finita 2-1 ma il risultato poteva assumere proporzioni tennistiche. Se ricostruzione dovrà essere, bisognerà ripartire dalle fondamenta e possibilmente lavorando sul gruppo. Arjen Robben e Mark Van Bommel del resto hanno parlato chiaro: "Lo spogliatoio era diviso e non si può nascondere che ci sia stata qualche discussione di troppo. In ogni caso abbiamo provato a fare il massimo fino alla fine, ma l'aria che si respirava non era quella del Mondiale e non si sa il perché".

I VOSTRI COMMENTI

pierfranchir - 18/06/12

Van Marwijk...che allenatore..avete notato qnd ha sostituito il terz sx ha giocato con la difesa a tre come se fosse a 4????? ..nemmeno alla play.....

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