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Skyrunning 'Mondiale' al centro delle Alpi

La Valtellina consegna agli archivi una stagione tra le più ricche di sempre

di STEFANO GATTI
Skyrunning 'Mondiale' al centro delle Alpi

L'incomparabile scenario del Trofeo Kima, le atmosfere magiche del Valtellina Wine Trail, il Trofeo Vanoni altrimenti detto il “Mondiale delle foglie morte”, le giovani promesse del “mondialino” Under 18 di Lanzada e poi naturalmente … VUT, acronimo che in tre sole lettere prova a riassumere le insidie di una prova … infinita come la Valmalenco Ultradistance Trail. Sono solo alcuni degli eventi di corsa in montagna di rilevanza internazionale che la Valtellina ospita quando la neve lascia – letteralmente - campo libero a roccia, foreste e prateria alpina.

Con in testa il sogno di ospitare una parte del futuribile programma olimpico del “ticket” Milano-Cortina 2026, la valle al centro delle Alpi consegna agli archivi una stagione tra le più ricche di sempre. Proprio i suoi “gioielli” sono stati tutti contraddistinti – senza eccezioni - da condizioni meteo avverse o comunque complicate, ad iniziare dalla tempestosa Valmalenco Ultra della scorsa estate, ambientata in una valle che ha dato un contributo decisivo allo sviluppo della specialità con la “mitica” ma purtroppo ormai tramontata Skyrace Internazionale Valmalenco-Valposchiavo teatro - tra il 2002 ed il 2013 – delle imprese di campioni del calibro di Dennis Brunod, Ricardo Mejia, Kilian Jornet e naturalmente Marco De Gasperi. Un’eredità che non è però andata persa. La “giovane” VUT di mezza estate (terza edizione già riprogrammata per il 19 e 20 luglio 2019) è la più recente new entry di un calendario ad altissima vocazione “running” per la valle che dalle vette del Piz Bernina scende fino alle porte di Sondrio e che quest’anno ha fatto il salto di qualità, ottenendo l’organizzazione della WMRA Mountain Running International Youth Cup.

Sull’impegnativo percorso collaudato nel 2016 con il campionato italiano di corsa in montagna, lo scorso mese di giugno si sono sfidati duecentocinquanta giovani atleti U18 in rappresentanza di quindici delegazioni nazionali, con il successo nel “mondialino” allievi individuale della statunitense Joslin Blair (ed affermazione per l’Italia nella classifica per nazioni davanti a Romania e USA) e del britannico Matthew Mackay che ha trascinato l’Inghilterra sul gradino più alto del podio davanti a Francia e di nuovo Italia. Storie e vittorie della scorsa estate. Ora però, con l’avvicinarsi dell’inverno, i top runners di alto livello rivolgono testa e muscoli altrove. Ad iniziare dallo scialpinismo, almeno per quanto riguarda gli specialisti delle lunghe distanze “estive”. Nel loro caso, non è esagerato dire che le corse su e giù dai sentieri tra giugno e novembre rappresentano la migliore opportunità di mantenere la condizione maturata alla fine dell’inverno e “traghettarla” alla successiva stagione agonistica di skialp. I “corridori del cielo” dalle ambizioni più contenute andranno invece nelle prossime settimane alla ricerca di … terreni alternativi alle alte quote, per provare a limitare i danni e così ripartire da un buon livello all’inizio della prossima primavera. Vanoni, Wine Trail, VUT ma anche Livigno Skymarathon, Colmen Trail Morbegno, Doppia W Ultra 60 Poschiavo-Tirano attendono vecchi e nuovi sfidanti. Anche perché il numero degli iscritti (e questo lungo tutto l’arco alpino) ha conosciuto in tempi recenti un vero e proprio “boom” e semmai il problema è adesso orientarsi in un calendario di proposte nel quale è fondamentale saper identificare le prove dal profilo agonistico ed organizzativo più completo, affidabile e soprattutto in grado di rinnovarsi costantemente per mantenere nel tempo interesse, successo e gradimento. Dall’alto della sua tradizione e del suo prestigio, sfugge a qualsiasi regola o dubbio in proposito il Trofeo Kima che a livello di itinerario, tradizione e “pathos” rappresenta di per sé il non plus … ultra! Per poterlo prendere in considerazione (oltre a dover maturare un curriculum sportivo di alto profilo …), sarà però necessario aspettare fino al 2020 visto che – noblesse oblige, appunto – la “Grande Corsa sul Sentiero Roma” si concede ai suoi pretendenti solo una volta ogni ventiquattro mesi. Per poi ripagare dell’attesa con uno spettacolo senza eguali tra sentieri e bocchette, al cospetto delle pareti che formano la spettacolare testata della Val Masino.

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