Non solo calcio, Argentina a tutto Pato

"Il gioco del papero" è sport nazionale: due squadre a cavallo si contendono una palla da imbucare in un canestro

di GIANLUCA MAZZINI

Che in Argentina siano tutti pazzi per il pallone è un dato di fatto. Ma fa impressione sapere che non è il calcio lo sport nazionale. C’è sempre di mezzo una palla ma dal 1953, per decisione della Presidenza della Repubblica, lo sport nazionale argentino è il Pato. Di cosa si tratta? Potrebbe defirsi un incrocio tra il polo e la pallacanestro. 

La dizione corretta di questo sport è Juego del Pato ovvero gioco del papero. La leggenda vuole che questo sport risalga al 1600. Inizialmente le due squadre, schierate a cavallo, si contendevano un papero rinchiuso in un sacco dotato di tre manici. All’epoca lo scopo del gioco era quello di trasportare il sacco (con il povero papero) da un ranch all’altro. La squadra che avesse raggiunto la propria fattoria con il papero avrebbe vinto la sfida.

Da qui è nata una pratica sportiva appassionante ma molto violenta che ha causato anche morti e feriti. Il gioco però ha sempre più preso piede nella pampa argentina ed è diventato uno dei passatempi preferiti dei gauchos. Nonostante sia stato ripetutamente vietato dalle autorità, anche su richiesta della Chiesa cattolica che lo reputava immorale, il gioco ha preso piede.

Negli anni Trenta del secolo scorso la svolta. Il Pato si è diffuso in tutto il paese. A questo punto vengono definite regole chiare e soprattutto il sacco, con il papero, viene sostituito da una palla munita di manici. Quattro i giocatori per squadra che si sfidano su un campo di 200 metri di lunghezza e 80 di larghezza. A ciascuna estremità del campo è posto un canestro. L’obbiettivo del gioco è quello di centrarlo.

I giocatori possono passarsi la palla al volo per arrivare a canestro. Quando c’è il passaggio il cavaliere che lo riceve deve offrire la palla all’avversario. Questa è la cosidetta “contesa”. In questa fase i cavalli dovranno essere indirizzati nella corsa verso un'unica direzione per evitare scontri violenti. Le azioni da gioco risultano, così, molto spettacolari, molto veloci e con pochissime pause.

A decretare che il Pato fosse sport nazionale argentino fu il presidente Juan Domingo Peron secondo il quale il gioco del papero rappresentava e incarnava i simboli e i valori del popolo argentino. Nonostante questa decisione, lo sport non ha mai potuto sostituire la popolarità del calcio o di altri sport di massa. Solo da qualche anno esiste una Federacion Argentina de Pato y Horseball che ha cercato di riunire in un unico circuito vari tornei locali. Il primo campionato nazionale è di appena un anno fa e ha visto la partecipazione di 16 squadre. Tutte composte da quattro giocatori che hanno però a disposizione due cavalli a testa.

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