Pagelle Motegi: Pedrosa supereroe, Rossi Diabolik

I voti ai protagonisti: Marquez meglio di Lorenzo

Pagelle Motegi: Pedrosa supereroe, Rossi Diabolik

Pedrosa voto 10
I pedrosiani, in attesa da anni, stanno vivendo giorni di totale delirio e bollicine a nastro. Il nuovo Dani è un supereroe, capace di vincere un gomito a gomito ("IL" gomito a gomito) contro Valentino ad Aragon prima, e portarsi a casa la gara delle meraviglie poi. E' il più veloce stratega in pista, il più intelligente, il più saggio, insomma il più. O forse, anche, il più fortunato se il ritmo iniziale lo si vuole leggere come imposto dalle caratteristiche della Honda che ci mette più tempo a far scaldare la gomma. Comunque bravissimo a star lì tranquillo, in quarta posizione, per poi passare Dovizioso (a -13 giri dalla fione), Rossi (a -9) e arrivare su Lorenzo a sette dalla fine, completando il capolavoro. Va bene che Motegi è la sua seconda casa, sarà pure che con i pochi chili che ha addosso stressa meno le gomme, ma una domenica del genere va poi autografata. Grandioso.

Rossi voto 9
E' diabolico come solo lui, e pochi altri dannati, sa fare. Si guarda il panorama cambiargli davanti giro dopo giro e dietro la visiera nera il ghigno non se ne va mai. Primo alla prima curva, inizia ad analizzare duemila dati al secondo e a smanettare sulle mappe alla stessa velocità con la quale si butta sotto il tunnel. Guida sì, ma soprattutto vede, prevede, intuisce e si porta a casa il banco che è l'unica cosa che gli interessa. Arriva a Motegi con 14 punti di vantaggio, se ne va con 18 e pensare che solo mezz'ora prima della bandiera a scacchi c'era un Lorenzo che dominava la gara e ci sarebbe stato un Pedrosa tra i due, capace di ridurgli il vantaggio in campionato a 5 miseri punticini. Non è andata così e sono troppi gli anni che lo vediamo in pista per pensare che sia stato un caso. Al limite di setting, con qualche difficoltà in frenata ma sempre lì, con una lucidità sul bersaglio grosso che davvero pochi dannati al mondo riescono ad avere. Piaccia o meno.

Lorenzo voto 6
Lui parla della sfortuna di una pista che si è andata ad asciugare. Sarà. La domanda piuttosto è dove volesse andare quando il vantaggio su Rossi sfiorava i 4 secondi (aveva già 1 secondo e 8 al giro due!) e lui continuava a tirare come un ossesso. Parte dalla pole e infila il colpo di tacco, pronti via, del sorpasso su Valentino all'esterno, come dire: oggi è roba mia. Ma poi esagera, si fa prendere dalla foga di voler scappare e si lascia scappare il calcolo del degrado. Va bene, la pista si è asciugata più di quanto si sarebbe potuto immaginare, ma la sua gomma anteriore in parco chiuso faceva paura, mentre quella degli altri due era semplicemente brutta e bruttina. Un paio i frame della sua gara: in fuga con un ritmo esagerato (esagerato) e il lungo a 5 giri dalla fine che spalanca la porta al 46. Le letture potrebbero essere molteplici: voleva umiliare tutti, non voleva un corpo a corpo con Rossi, non ha ancora una "testa" pari alla velocità pura e al talento, sta di fatto che con un diavolo come quello là, così il mondiale lo perdi facile.

Marquez voto 7
Nasce tutto da quel mignolo sinostro operato da 100 ore, che provateci voi a piazzarlo poi sulla manopola di una motoGp a Motegi. Bravo, e forse un po' obbligato, nello sdrammatizzare per tutto il fine settimana, ma alla fine i conti li ha dovuti fare. Paga pure il singhiozzo al via, ma a 4 giri dal termine digrigna ulteriormente e passa Dovizioso per un quarto che è un buon risultato visti i paletti. Alzi la mano chi avrebbe mai immaginato uno scenario del genere. Con Pedrosa scintillante e lui buon quarto. Che stranezze. Dovizioso voto 6 Gran partenza, è subito terzo, poi però inizia a dover fare i conti con le gomme, che trasformano la sua domenica in un noiosissimo (per lui) dover amministrare. Gomme che lo portano anche alla sbavatura nella quale si infilare Pedrosa, poco prima di diventare il Pedrosa della fine. Peccato. Va peggio a Iannone (senza voto) che saluta tutti per il problema tecnico di metà gara.

10 e lode infine alla sorte che decide di farci spaventare a fondo corsa, ma la chiude per fortuna qui, con il volo di Alex De Angelis. Fratture, contusioni, clavicola? Bene così.

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