Gli ingredienti ci sono tutti. L’attesa, il pathos, il brivido con annessa paura quando c’è il botto, e poi quei testa a testa, gomito a gomito belli ignoranti, per il gusto di chi ha il gas in mano e il divertimento di chi guarda. Il tutto per un mondiale che, sebbene indirizzato verso casa Marquez visto il vantaggio di 50 punti, può ancora vivere di speranze giallo 46 perché il Dottore non molla. Ma il vero dato della lunga estate della MotoGP iniziata al Mugello e che va a finire è l’incredibile varietà di tute e sorrisi che hanno salutato dal podio, gradino più alto. 7 gare per 7 vincitori diversi, Lorenzo, Rossi, Miller,Marquez, Iannone, Crutchlow e Vinales ultimo della lista ieri a Silverstone.
Semplicemente pazzesco, roba mai vista, c’è da gridare al miracolo. E in effetti, qualcosa di miracoloso c’è, e c’è pure l’autore, San Michelin. Il gommista francese, tornato quest’anno sulla scena e sui cerchioni delle MotoGP, è ancora in quella fase sperimentale che può, anzi tiriamo via il può, che produce incertezze e apre la strada agli azzardi. Ognuno fa da sé, i tecnici francesi danno consigli ovviamente, ma poi i team meno accreditati tentano il colpo, complici anche condizioni climatiche ben poco estive negli ultimi gran premi. Risultato, una specie di anarchia che rende eroi per un giorno, oltre a Vale, Marc e Jorge, anche giovani di belle speranza e onesti lavoratori del manubrio. Per la gioia di quegli scommettitori che hanno voglia di rischiare.