Logo SportMediaset

Seguici anche su

MotoGP: Rossi c'è al Mugello

"Sto abbastanza bene, ma è stata una brutta caduta"

01 Giu 2017 - 21:37

Valentino Rossi c'è. E' pronto a scendere in pista domenica al Mugello, come aveva promesso. E dopo i controlli medici di giovedì mattina in circuito, i medici gli hanno dato il via libera. Lo ha annunciato in un comunicato la Yamaha, arrivato alle 13,30. Rossi era rimasto vittima di un incidente mentre si allenava in motocross la scorsa settimana. Venerdì al Mugello le prime prove della tappa italiana della MotoGP.

"E' stata una brutta caduta, molto dolorosa, sono atterrato un metro fuori dalla pista con la mia moto - ha raccontato Rossi, ripercorrendo la dinamica dell'incidente - . Le ruote si sono piantate in terra e per questo sono stato sbalzato in avanti. Mi sono subito fatto molto male al petto perché ho dato una gran botta sul manubrio e successivamente in terra. I primi giorni facevo fatica a muovermi e a respirare, ma fortunatamente ho avuto un buon recupero negli ultimi due giorni e adesso mi sento abbastanza bene. Non sto malissimo, ma neanche al 100%. Ieri ho provato a girare in moto, sono ottimista per il miglioramento delle mie condizioni. E' ancora giovedì, l'importante è cercare di stare sempre meglio in vista di sabato quando ci saranno le qualifiche". Preoccupato? "Al momento ho due problemi: capire se i vari acciacchi mi danno fastidio nel guidare. L'altro è capire la respirazione quando andrò in affanno. In questo caso mi fa male. Diciamo che più che altro è sulla tenuta".

Valentino si era infortunato mercoledì scorso, 24 maggio, mentre si allenava sullo sterrato del cross park di Cavallara, nei pressi di Tavullia. Aveva subito un forte trauma toracico-addominale ed era stato ricoverato per due giorni presso l'ospedale di Rimini.

Il tutto, pochi giorni dopo la morte di Hayden: "E' stato uno dei miei migliori amici nel paddock, anche perché i piloti americani hanno questa sportività, nessuna differenza di comportamento se ti arrivano davanti o dietro. Un bravo ragazzo, simpatico, e un grande talento. Era giovane, fidanzato, aveva chiesto alla sua ragazza di sposarlo. Mi chiedeva spesso: come fai con la morosa, a portarla alle gare, a non portarla alle gare?. Mi chiedeva consigli. Perché lui era uno che quando era alle gare, come tanti di noi, non aveva voglia di perdere molto tempo. Allora mi chiedeva un sacco di cose perché io in quel periodo ero fidanzato. Insomma, c'è grande tristezza. Un errore pagato carissimo perché probabilmente lui non ha capito dov'era, forse. Era da solo con le cuffie".