MOTOGP

Test MotoGP: Lorenzo da record, tanto lavoro per Rossi

Ad Aragon Marquez secondo davanti a Pedrosa

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Da Barcellona ad Aragon è ancora Jorge Lorenzo a comandare i test MotoGP. Il campione del mondo della Yamaha ha migliorato il record ufficiale della pista con il tempo di 1'48"076 e ha preceduto le Honda ufficiali di Marquez e Pedrosa. Ottimo lavoro per Valentino Rossi che ha messo insieme 65 giri chiudendo quarto a 1" dal compagno di squadra senza poter utilizzare la gomma morbida. E' continuato lo sviluppo della Suzuki con De Puniet.

Marc Marquez

A un terzo del cammino, 6 gare su 18 consumate, è già tempo di scatto tecnico, di lavori in corso per affrontare le gare d'estate con nuove armi. La Honda, nel test di Aragon, ha fatto come un anno fa, mettendo a disposizione dei suoi piloti la nuova RC213 V. Bocche cucite su quanto ci sia di nuovo nella versione 2014, di sicuro la mossa intende replicare quanto successo 12 mesi fa, quando Dani Pedrosa provò ed approvò la moto del 2013 tanto da usarla subito, con sequenza di risultati impressionante anche se non premiata dal titolo mondiale. Dopo la pioggia di martedì, Pedrosa ha potuto percorrere 9 giri, sufficienti per poter rimandare il giudizio ad altro test, con i numeri a dire che la 2014 è più lenta di 9 decimi.

Ad Assen dunque non si vedrà in gara la nuova RC. Marc Marquez invece si fermerà un altro giorno per farsene un'idea migliore. In pista ad Aragon anche la Yamaha, impegnata a recuperare qualcosina sulla Honda anche se Jorge Lorenzo è reduce da due vittorie senza discussione. Il campione del mondo, in forma strepitosa, ha migliorato il record ufficiale della pista (1'48"451 di Stoner), abbassandolo di quasi mezzo secondo, lasciando Marquez  a quattro decimi,  Pedrosa a nove e Rossi a un secondo.

Gran lavoro per il Dottore, 65 giri in totale con diverse configurazioni per i leveraggi della sospensione posteriore e per la forcella, con l'obiettivo, a detta di vale centrato di migliorare il feeling sull'anteriore in entrata di curva, problema principale da risolvere soprattutto nelle prime battute di gara a serbatoio pieno. Al momento di montare la gomma morbida per cercare il tempo, Valentino ha trovato le prime gocce di pioggia che in pochi minuti hanno costretto tutti ai box. Non è mancata all'appuntamento la Suzuki. Randy De Puniet ha messo insieme sulle due moto a disposizione 64 giri, con miglior riscontro cronometrico a due secondi e otto dal tempo di Jorge Lorenzo.

VALENTINO ROSSI: "TEST POSITIVI"

Valentino Rossi è soddisfatto: "Mi sono divertito molto, il nuovo forcellone è ok e lo utilizzerò. Volevo fare il tempo con le gomme morbide, ma ha iniziato a piovere, peccato! E' stato un test molto positivo anche considerando che siamo ad Aragon e non è la mia pista preferita". Luci ed ombre, invece, sul test di Barcellona di lunedì: "Ho provato un setting nuovo, simile a quello di Lorenzo, ma non mi è piaciuto".

I TEMPI DEI TEST DI ARAGON

1. Jorge Lorenzo (Yamaha) 1’48"076
2. Marc Marquez (Honda) 1’48"434
3. Dani Pedrosa (Honda) 1’48"928
4. Valentino Rossi (Yamaha) 1’49"007
5. Stefan Bradl (Honda) 1’49"553
6. Alvaro Bautista (Honda) 1’50"080
7. Randy De Puniet (Suzuki) 1’50"860

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I VOSTRI COMMENTI

ROBERTINOO1478 - 22/06/13

credo che valentino nella 2 parte di stagione riuscira a trovare quei 2-3 decimi che gli mancano e qualche gara potra vincerla ha ancora un grande potenziale nonostante i 34 anni

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Ultron - 22/06/13

IL BOLLITO E IL CAMPIONE

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un'unica passione per la motocicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d'altri tempi, di prima del monogomma
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce

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wall64 - 22/06/13

restando nel tema elettronica : ecco una cosa che accomuna Stoner a Marquez : il primo guidava con il tracion control regolato al minimo! il secondo surclassava tutti in moto 2, con moto che hanno poca elettronica.. più talento e meno elettronica :-)

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stilix - 22/06/13

scusate volevo dire Casey-Valentino, ambedue alla solita eta sulle vecchie 500 2T sarebbero state scintille vere

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stilix - 22/06/13

Il pilota rimane sempre il fulcro della moto, non si vince solo con l'elettronica o la moto buona. perfino Stoner che è riuscito a vincere con la Ducati ha dovuto cambiare casa per vincere di nuovo. Poi ogni pilota ha il suo stile che amalgama con la moto, per questo poi è più difficile passare da una casa all'altra. Certo che una sfida Casey-Stoner sulla 500 ipoteticamente alla solita eta sarebbe stata fantastica.

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Ducati4ever - 21/06/13

guge78: un'ottima osservazione la tua. Tuttavia nello specifico di Casey a me e sempre stato chiaro dove finiva il mezzo e dove c'era la farina del suo sacco! Rimanendo in tema di valutazione, quello più criptico da decifrare e Dovi, ed anche Lorenzo, la sua perfezione e sbalorditiva, ma non si riesce a capire quanto sia la moto ad essere perfetta o lui che la guida.

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guge78 - 21/06/13

ah! bello siamo tutti concordi su questo a quanto pare bene molto bene... DUCATI4EVER credo sia già a discapito dei piloti... oggi come oggi la fai molto male una valutazione, dove finisce il mezzo e dove inizia il pilota.. TUTTI FENOMENI..

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-roby- - 21/06/13

Stillix,Ducati4ever son daccordo con voi
E'assurdo pensare che una motogp abbia circa 200 sensori sparsi per l'acquisizione dati :controllo elett. della trazione,del freno motore,dell' impennata,della partenza e dei consumi,accelleratore elettr.,mappature preimpostate per usura e consumi,gestione dell'aspirazione e per finire la piu' assurda di tutte,la gestione d'inclinazione.Un sensore che taglia la potenza a seconda del rapporto in funzione dell'accelleratore e l'inclinazione della piegha

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