LA RIVOLUZIONE

Troppi "vecchi" per il Milan di Rangnick

Il tecnico tedesco vuole giocatori di massimo 24 anni: da Ibra a Kjaer, tutti gli "esuberi" rossoneri

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Più che la passione, invocata dall'occhio strizzato di Ibrahimovic, farà la carta di identità. Il Milan di Rangnick, cui Ivan Gazidis è pronto a dare carta bianca - anche perché queste sono le condizioni del tecnico tedesco -, non passerà solo da uno stravolgimento della filosofia di gioco, ma anche, se non soprattutto, dal netto ringiovanimento di una rosa che, per la verità, già così è la più giovane della Serie A. Dalla Germania, dove la notizia è di fatto nata nei mesi scorsi, insistono infatti su un particolare non irrilevante: Rangnick vuole un gioco veloce e aggressivo, fatto di recupero palla nella metacampo avversaria e di ripartenze rapide e, per attuarlo ha bisogno e vuole giocatori massimo 24enni. Il che, è facile supporlo, porterà non solo all'addio a Zlatan Ibrahimovic ma anche al sacrificio di altri senatori del Milan.

Date di nascita alla mano la lista è lunga parecchio e, ovviamente, lo sfoltimento non potrà accontentare del tutto Rangnick. Ma i giocatori in uscita, se verranno ascoltati i desideri del nuovo tecnico, saranno molti. Lucas Biglia, ad esempio, mai utilizzato nell'anno nuovo da Pioli e con una carta d'identità in questa logica drammatica con i suoi 34 anni. E ancora: Begovic (32), Antonio Donnarumma (29), Kjaer (30), Musacchio (29) e Bonaventura (30). 

A questi potrebbe aggiungersi Laxalt (27), ma over 24 ci sono anche capitan Romagnoli (25), Conti (26), Krunic (26), Calhanolgu (26), Castillejo (25) e Rebic (26). Insomma, stando al limite di età che solitamente impone il tedesco, ne rimarrebbero davvero pochini. Ovviamente né il nuovo eventuale tecnico né la società pensano a una rivoluzione di questo tipo, ma certamente alcune situazioni verranno prese seriamente in considerazione e l'estate milanista ha tutta l'aria di poter essere più che calda, rovente. Anche perché, non è un segreto, proprio la distanza tra gioventù ed esperienza ha tracciato il solco più profondo tra la proprietà Elliott e il calcio di Maldini e Boban. 

Quindi, almeno nelle intenzioni, il nuovo Milan sarà aggressivo, moderno, rapido ma, sopra ogni cosa, giovane. Se vincente è tutto da scoprire, se competitivo anche. Ma la strada imboccata è questa. E non c'è passione che tenga... 

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