Milan, una settimana per cancellare le incertezze

Da Maldini al tecnico fino alla sentenza Uefa. Con l'aiuto inatteso di Rino Gattuso

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Un weekend che porti consiglio prima di tuffarsi dentro una settimana che sarà decisiva sotto diversi profili. Il Milan, Maldini e il nuovo staff tecnico, l'allenatore e la sentenza Uefa. Tutto insieme, per tuffarsi in una stagione che segnerà lo strappo definitivo con il passato. Una passo dopo l'altro, nel segno di Elliott e Gazidis e di una rivoluzione che dovrà per forza di cose modificare il modo di pensare al glorioso club di via Aldo Rossi.

Si potrebbero quasi fissare le date sul calendario: lunedì Maldini e la sua risposta a Gazidis, martedì l'allenatore, i primi approcci concreti, magari perfino un annuncio. Mercoledì massimo, stando almeno a quanto trapela, la sentenza Uefa sul Fair Play, giovedì una pagina bianca da cui ripartire, le analisi di una stagione che sarà probabilmente senza Europa, i nomi buoni per completare la rosa da consegnare al nuovo tecnico. Venerdì, infine, la presentazione.

Tutte caselle vuote, da riempire con quel che verrà, con i dubbi sciolti, con le strategie. Con i nomi che oggi mancano. Partendo dall'alto e dalle certezze. Tipo, proprietario Elliott, presidente Scaroni, amministratore delegato Ivan Gazidis, direttore dell'area tecnica Paolo Maldini, e via con una lunga serie di punti di domanda, dal direttore sportivo al club manager, dal preparatore atletico allo staff medico fino all'allenatore. Nebbia fitta anche a Primavera inoltrata.

E allora bisogna in qualche modo provare a mettere ordine. Paolo Maldini, ad esempio, che alla fine dirà sì a Gazidis anche se il tempo passato per una risposta lascerebbe pensare al contrario. Eppure lui e Gazidis hanno un appuntamento fissato per l'inizio della settimana per definire gli ultimi dettagli e impostare il team di lavoro. E nel team di lavoro non può mancare l'allenatore, come più volte ripetuto in questi giorni sospeso tra gli italiani di Paolino e gli stranieri di Elliott. Simone Inzaghi, Giampaolo, più defilati De Zerbi e Di Francesco da una parte; Sergio Conceiçao, Nuno Espirito Santo, Rudi Garcia e chissà chi ancora dall'altra.

Il borsino di oggi è sostanzialmente invariato: Simone Inzaghi leggermente favorito su Giampaolo (in risalita), entrambi con un buon margine di vantaggio sulla concorrenza. Per il primo c'è l'ostacolo di Lotito da superare, per il secondo si parla invece di un accordo di massima già raggiunto con Ferrero per lasciare la Samp senza drammi. In mezzo c'è, in qualche modo, Rino Gattuso. Già, perché Ringhio potrebbe dare una volta ancora una mano al suo Milan prendendosi la Lazio e liberando Inzaghi. Se ne parla in questi giorni, soprattutto a Roma. Rino piace a Lotito e piace a Tare. E' ancora soltanto un'alternativa a Inzaghi, cui la Lazio proporrà un rinnovo triennale (si attende l'incontro, già slittato, tra presidente e tecnico) ma almeno è un nome buono da spendersi.

Ma serve del tempo, bisogna trovarsi e parlare e trattare, anche se Gattuso - parole sue - non vede l'ora di ricominciare, di rimettersi in gioco. Il suo lavoro, non così apprezzato in casa Milan, è stato considerato molto positivo altrove. Alla Lazio, appunto, ma anche dall'amico Mirabelli, che potrebbe entrare con un ruolo importante in una nuova Fiorentina guidata da Rocco Commisso e di marca strettamente calabrese. Ma in ballo ci sono anche le panchine di Sampdoria e Genoa, per dirne due. E allora chi vivrà, vedrà. In fondo non manca che una settimana. Una lunga settimana di incertezze da sciogliere e nebbia da diradare. Un passo alla volta e un giorno dietro l'altro. Tra scrivanie, campo e sentenze.

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