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Hamilton è diventato gigante

C'è un abisso tra l'inglese campione nel 2014 e quello fresco di titolo

25 Ott 2015 - 22:42

Non c'è paragone fra l'Hamilton dello scorso anno e questo che conquista il terzo titolo mondiale. C'è un abisso di maturità fra i due, poco importa che nel 2014 l'impresa fosse più complicata per molti versi (il confronto con un Rosberg più competitivo, l'ansia di tornare al titolo dopo sei anni). Non sono le difficoltà che fanno l'uomo, nel suo caso lo scatto in avanti è dato dalla tranquillità. Hamilton ha trovato in Mercedes la sua famiglia d'elezione, quella che ha scelto da adulto (in McLaren era cresciuto come il figlio modello che non era pronto a tradire il ruolo). E la consapevolezza di aver fatto una scelta autonoma che si è rivelata vincente gli ha dato il coraggio di affermare la sua vera personalità anche al di fuori della pista. Nell'era dei piloti super-atleti, a rigido regime comportamentale, Hamilton si diverte, si gode la vita fregandosene di eventuali critiche. Il ragazzino sempre attento ai giudizi e alla forma se ne è andato, scomparso dietro l'uomo consapevole che nulla può mettere in dubbio il suo talento e la sua capacità di impegnarsi in pista. La sua guida istintiva, la sua aggressività straordinaria traggono forza dalla nuova serenità interiore. Da uomo oggi gestisce i confronti, impegnato a guardarsi dentro e non più preoccupato a guardarsi da fuori.