F1, l'esordio di Schumacher 25 anni fa a Spa

Il debutto con la Jordan prima dei successi con Benetton e Ferrari

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Una macchia verde come un minuscolo atollo tropicale in mezzo ad un mare... rosso: con molta immaginazione si può anche vedere così l'esordio di Michael Schumacher in Formula Uno venticinque anni fa a Spa-Francorchamps alla guida della (bellissima) Jordan 191 Ford verde Irlanda, appunto.

L'alba di una carriera inarrivabile, culminata nei cinque titoli consecutivi con la Ferrari, passando per i due conquistati alla Benetton. Solo una macchia verde, un episodio. Dal quale però prese il via tutto il resto, compreso ciò che a Schumacher è capitato a Meribel alla fine del 2013: un altro episodio, altrettanto ma ben più drammaticamente decisivo. Ottocentosessanta chilometri separano lo storico circuito delle Ardenne dalla stazione sciistica della Savoia: poco meno di tre gran premi.

Michael nel corso della sua carriera ne ha vinti ottantotto in più, il primo dei quali proprio a Spa-Francorchamps, dodici mesi dopo quel debutto sensazionale... a metà: settimo tempo in prova (quarta fila!) subito amaramemnte costretto al ritiro in gara. Insomma, si torna sempre lì, come purtroppo bisogna sempre ed inevitabilmente tornare a Meribel. Finisce che si sorvola tutto quello che sta in mezzo: il “mare rosso”, le vittorie straordinarie, i titoli nel palmares e quelli su giornali. I giorni carichi di gloria e quelli storti, lo champagne e le fratture. Episodi. Ci si dimentica di tutto questo. Anzi tutto questo passa in secondo piano.

Rimangono gli episodi: rimane il cancello perennemente chiuso davanti all'esistenza sospesa di Michael. Rimane la Jordan ferma in cima al salita dell'Eau Rouge (noblesse oblige), quel 25 agosto 1991: frizione ko, un chilometro e mezzo dopo il via del gran premio del debutto (Beh, tutto qui? Chi sarà il prossimo pilota della Jordan?). Sarebbe stato Roberto Moreno perché Schumi appena due settimane più tardi avrebbe scambiato il sedile proprio con il pilota brasiliano, calandosi nell'abitacolo della Benetton. Già lanciato verso i primi punti iridati, i primi successi, i primi titoli. Ma le coppe restano lucide nella bacheca asettica. A noi sembra sempre di annusare l'odore acre della frizione bruciata di Spa e purtroppo anche quello puro della neve di Meribel.

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