Schumacher: un anno di battaglia per tornare Michael

Le tappe dal giorno del maledetto incidente alla lunga convalescenza

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STEFANO GATTI

Schumacher: un anno di battaglia per tornare Michael

Domenica 29 dicembre 2013. Michael Schumacher lascia lo chalet Les Brames per una giornata sulle piste di sci di meribel in compagnia del figlio Mick e di una piccola comitiva di amici. Intorno alle undici si avventura in fuoripista ma inciampa in una roccia nascosta dalla neve, cade in avanti e batte la testa contro un altro masso. Arriva in coma all'ospedale universitario di Grenoble dove viene sottoposto la sera stessa e poi il giorno seguente a due interventi neurochirurgici.

Il 3 gennaio, giorno del suo 45esimo compleanno, la situazione rischia di precipitare. Posto in stato di coma farmacologico, Schumacher viene gradualmente risvegliato a partire dal 30 gennaio. Nel corso dei mesi di febbraio e marzo alcuni organi di stampa danno voce a specialisti che, pur non avendo accesso al paziente, si sbilanciano sulle sue condizioni, formulando ipotesi di ogni genere. Si diffonde addirittura la notizia del decesso. Il 17 febbraio si chiude senza l'individuazione di responsabilità l'inchiesta sull'incidente aperta dalla procura di Albertville. Ad inizio Primavera un comunicato di Sabine kKehm, portavoce storica di Schumacher, parla di segni incoraggianti e di fiducia nel risveglio. Ai primi di aprile un'altra nota ufficiale annuncia progressi significativi e momenti di coscienza. Lunedì 16 giugno Michael è fuori dal coma e viene trasferito in una clinica riabilitativa di Losanna, una trentina di chilometri ad est della cittadina di Gland, dove si trova la villa della famiglia Schumacher. Si parla di interazione con l'ambiente circostante e di reazioni agli stimoli tattili e sonori.

Alla fine di giugno un dipendente della società di elitrasporto che avrebbe dovuto gestire il trasferimento (poi avvenuto via terra) offre ai media alcune pagine della cartella clinica di Schumi. Individuato ed arrestato, l'uomo si toglie la vita all'inizio di agosto, impiccandosi in carcere a Zurigo. Mercoledì 3 settembre si diffondono voci di un rientro a casa di Schumacher entro Natale. Il ritorno avviene già una settimana dopo. La riabilitazione prosegue tra le mura della blindatissima residenza di Gland, dove si reca in visita alla fine di ottobre Jean-Francois Payen, uno dei neurochirurghi dell'equipe di Grenoble, che parla per Schumacher di una convalescenza di tre anni. Il 13 novembre, ventesimo anniversario della conquista del primo titolo in Australia, il sito internet del sette volte iridato viene riattivato. Vi compaiono anche i messaggi con i quali la famiglia ringrazia tutti coloro che sin dal 29 dicembre 2013 sostengono Michael e loro stessi in una battaglia che rimane lunga e difficile.

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I VOSTRI COMMENTI

A riveder le stelle - 05/01/15

Mi sa che le stelle il nostro Schumi non le rivedra' piu'...
E' stato un campione, ora e' solo un uomo che lotta per la vita!

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falconez - 29/12/14

E' triste dirlo ma se dopo un anno siamo ancora senza sostanziali progressi,pur con tutto l'affetto,credo rimarrà allo stato vegetativo o poco più...altro che tre anni...

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mtaita1 - 29/12/14

Conoscendoti, siamo sicuri che continuerai a lottare.... Forza Schumy!!!!

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