La Ferrari condannata per "demansionamento"

L'ingegnere di pista Clark era stato spostato al progetto olimpico del Coni: ora dovrà essere reintegrato

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Steve Clark

Dopo quelle in pista, per la Ferrari è arrivata anche una sconfitta in tribunale. Il giudice di Modena, infatti, ha accolto il ricorso di Steve Clark, 48enne ingegnere inglese ex McLaren e Mercedes. Dal 2012 responsabile di pista del reparto corse, il tecnico è stato spostato all'inizio di quest'anno nel sottodipartimento Ferrari Coni e lui ha iniziato una battaglia legale: ora dovrà essere riassegnato alla stessa mansione o ad altre equivalenti.

Nel nuovo ufficio Clark, come "head of performance engineering", è stato chiamato ad occuparsi prevalentemente di due progetti previsti dal contratto stipulato dalla Ferrari con il Coni per i giochi invernali di Sochi, relativi a short track e kajak. Per l'ingegnere si e' trattato di un demansionamento tale da provocare un grave danno alla sua carriera, mentre il Cavallino ha sostenuto che la funzione assegnata è caratterizzata da una posizione di responsabilità, con compiti o mansioni di gestione dell'intero dipartimento Coni.

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I VOSTRI COMMENTI

carlo431 - 29/09/14

Per quello che ne so i manager delle aziende private italiane NON hanno un contrato collettivo . Se non espressamente previsto nel contratto tra le parti l'azienda può collocati in una qualsiasi attività dirigenziale, fatto salvo il trattamento economico

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frankiebeerross - 28/09/14

Non è che arrivando marchionne in ferrari faccia come la fiat e cosìì porta tutto all'estero....................................saluti maranello e benvenuti united states?.

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morattiano - 27/09/14

Allora:1° l'azienda non può fare quello che vuole, purtroppo. 2° non è questione di dare garanzie, ma solo di rispettare il contratto stipulato tra le parti al momento della firma.
Il demansionamento è sicuramente avvenuto quando l'azienda ha pensato di poter disporre delle prestazioni professionali del dipendente in un ambito non previsto sul contratto, per cui il dipendente, sentendosi declassato, ha avuto vita facile denunciando la situazione.

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Terzastellabianconera - 27/09/14

La questione non è rispettare i contratti.. È ovvio che bisogna rispettarli.. Quello che aveva in mente lions forse è quello che penso anche io e cioè che il problema è la legislazione italiana che ti OBBLIGA a fare dei contratti-capestro in cui a un dipendente dei solo dare garanzie e nessuna responsabilità e non puoi nemmeno cambiarlo di mansione. Se questo sa fare bene il suo lavoro e non vuole perdere la sua "preziosa" mansione ci sarà sicuramente qualcun'altro in grado di dargli un lavoro..

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girotondo - 27/09/14

caro signor lions1997
mi dispiace dirti che i contratti vanno rispettati ambedue le parti
e nn funziona come dice lei
che forse nn ha mai visto un contratto di lavoro in tutta la sua vita
xche in italia nn si usa questo particolare, io vivo all'estero
e il contratto di lavoro e rispetattato sia da me che dalla azienda di cui faccio parte

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BRUCEWILLYS67 - 26/09/14

sono anni ke lo dico.....i sindacati hanno rovinato l'italia.......

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desmodenik - 26/09/14

Il problema della Ferrari e' la Fiat con i suoi dirigenti che credono di essere cosi' potenti da poter fare quello che vogliono.... si dimenticano che oltre ad avere avuto privilegi dallo stato italiano come nessun altro.. hanno chiuso stabilmenti qua e la x andare in America, lasciando migliaia di operai e famiglie sull'astrico. Quindi il problema non e' il demansionamento ma il rispetto dei dipendenti e il rispetto delle regole.


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Sandro Mazzola - 26/09/14

Ho moglie, tre figli e una casa da tenere in piedi,,, voglio essere "sottomansionato" come lui...

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Lions1997 - 26/09/14

Se lo stipendio non è inferiore a quello che percepiva con la precedente mansione, l'azienda può fare (giustamente) quello che vuole. Se non gli va bene se ne può andare. Sono persone come questo qui (e chi le segue: vedi sindacati o giudici) che rovinano l'Italia!!!

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