Schumacher: caccia al ladro degli esami medici

Secondo la polizia francese, la cartella clinica sarebbe stata lasciata incustodita durante il trasferimento e 12 pagine sarebbero state copiate a mano. "Chiesti 50 mila euro"

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MATTEO CAPPELLA

Schumacher foto AFP

Si arricchisce di dettagli il caso del furto dalla cartella clinica di Michael Schumacher. Secondo la polizia francese si tratterebbe di 12 pagine, copiate a mano da qualcuno nell'ospedale di Grenoble. Un fascicolo sotto falso nome, lasciato incustodito durante le fasi del trasferimento del sette volte campione del mondo di F1 in Svizzera. Nessuna frode informatica, ma uno "scippo" per il quale il ladro avrebbe chiesto 50 mila euro ai media europei.

Sarebbero bastati pochi minuti, qualche istante, per copiare un documento cartaceo lasciato imprudentemente incustodito negli uffici dell'ospedale francese, dove Schumacher era ricoverato. Una leggerezza, una disattenzione proprio nelle ore prima del trasferimento alla clinica per la riabilitazione in Svizzera. Attimi di tensione, che avrebbero consentito al ladro di copiare a mano i dati sullo stato di salute di Michael. Un file di 12 pagine contenente i referti specialistici del reparto di rianimazione, riassuntivi di quei terribili 6 mesi di degenza del campione tedesco.

Un'occasione, che qualcuno non si è lasciato scappare, con la fredda consapevolezza che la cartella clinica fosse "criptata" da un'intestazione falsa. Il nome, Jeremy Martin, nascondeva infatti i dati di Schumacher. Una scelta "di sicurezza", ma qualcuno sapeva. E al momento giusto, tra la stampa e la distruzione del documento, è riuscito a copiarla, trascrivendo i dettagli più importanti.

Lo riporta proprio il quotidiano di Grenoble, Le Dauphiné Liberé, che sottolinea anche come il lavoro d'indagine sia stato preso seriamente dalla polizia francese. Al punto che il sostituto procuratore francese, Jean-Yves Coquillat, si sarebbe già mosso per accertare che si tratti di "dati autentici". Indagando attraverso i contatti con i media tedeschi, inglesi e francesi, che avrebbero ricevuto ingenti richiste economiche per le preziose notizie.

Ben 50 mila euro, in cambio della fotografia precisa sullo stato di del pilota. Ma adesso si cerano le tracce, le fonti utili per risalire all'offerente. Mentre la portavoce dell’ospedale, Jacqueline Hubert, ribadisce che dopo le verifiche nei computer dell'azienda sanitaria, non sono state riscontrate tracce d'intrusione nei sistemi informatici.

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