FORMULA 1

Cavallino Rampante e Toro Rosso scalpitano: scuole... di pensiero solo in apparenza diverse

Carlos Sainz Jr. e Sergio Perez "puntellano" le ambizioni di Ferrari e Red Bull nel Mondiale Costruttori ma... Leclerc e Verstappen restano le "prime punte".

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La bocciatura di Alexander Albon, alla quale Red Bull ha preferito per il 2021... l'usato sicuro Sergio Perez sottolinea una almeno parziale smentita della propria filosofia da parte del team austriaco che, negli ultimi tredici anni, aveva sempre pescato nel proprio vivaio (attraverso la "subsidiary" ToroRosso/Alpha Tauri) il giovane da affiancare al pilota di punta, a  sua volta cresciuto "in casa". Più vivace e produttiva sembra essere ora la Ferrari Driver Academy.

No, non ce lo siamo dimenticati: per affiancare Charles Leclerc al volante della SF21, Maranello non ha scelto nei ranghi (ancora in fase di maturazione) della propria Driver Academy. Invece, ecco Carlos Sainz Jr., a suo tempo "pulcino" dello Red Bull Junior Team e per due stagioni... e tre quarti (dal 2015 al buon parte del 2017), pilota della Toro Rosso. Il salto alla "casa madre" però il madrileno non lo ha mai fatto, traslocando appunto per il finale del Mondiale di tre anni fa alla Renault. Insomma, una mezza bocciatura che ha poi portato il 26 enne Carlos alla Ferrari, "via" Renault appunto e McLaren: cresciuto, maturato e affidabile. Anche futuro campione? Chissà! Intanto, per quel ruolo il Cavallino Rampante scommette su Leclerc. In attesa di vedere come crescerà  nel prossimo Mondiale Mick Schumacher sulla Haas spinta dalla power unit di Maranello. Anche se, per il figlio di Michael, Mattia Binotto prevede un 2021 di adattamento ed un 2022 per comprendere appieno il potenziale di "Junior". Ed in attesa di vedere come matureranno anche Callum Ilott (neo-collaudatore Ferrari) e Robert Shwartzman che l'anno prossimo ha per missione la conquista del titolo di Formula 2 con Prema.

Red Bull da parte sua rinnega parzialmente la propria filosofia e lo fa per la prima volta dal 2007, quando chiamò Mark Webber per sostituire Christian Klien al fianco di David Coulthard. Il ragionamento non fa una grinza e non è molto diverso da quello fatto a Maranello: la punta di diamante (Max Verstappen in questo caso) è già in casa e sotto contratto. Un pilota d'esperienza - che sarebbe quantomeno inappropriato cercare nel proprio vivaio, se non proprio una contraddizione in termini - può portare punti utilissimi nella caccia al Mondiale Costruttori, volendo provare a scardinare l'egemonia Mercedes. E questa "posizione" sembra cucita addosso al 30enne Sergio Perez che, ironia della sorte, fa il percorso inverso di Sainz Jr., essendo stato a suo tempo una delle prime giovani  promesse ad entrare a far parte della FDA maranelliana...

Sergio è reduce dalla stagione nel Mondiale nella quale ha messo in pista la miglior versione di sé stesso: culminata nel quarto posto finale della classifica piloti, raggiunta anche grazie al suo primo successo, lo scorso 6 dicembre nel GP di Sakhir. L'ingaggio del messicano pare... fatto apposta per contribuire a traghettare la Red Bull nell'era post-Honda del team austriaco. Magari nel frattempo attrezzandosi per gestire (rimarchiandola)  la PU giapponese: richiesta da addolcire congedando il buon Sergio e promuovendo in prima squadra il proprio pupillo nipponico Yuki Tsunoda, che non a caso nel 2021 esordirà in F.1 nell'ambiente... protetto del vivaio "avanzato" Alpha Tauri. Mossa che, cambiando pedine e colori, potrebbe ripetersi per la Ferrari con Mick Schumacher e Carlos Sainz Jr. Nel 2023 però, almeno seguendo il ragionamento di Binotto che - come detto - già ora "concede" a Mick due stagioni sulla Haas per provare a meritarsi la Rossa! 

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